Ha evaso gli arresti domiciliari 'con la precisa e unica intenzione di far rientro in carcere', per la Corte di Cassazione deve essere riarrestato in quanto 'il reato di evasione sussiste tutte le volte che il soggetto, con una azione volontaria, si sottrae, anche temporaneamente, allo stato di costrizione cui e' sottoposto'. L'insolito caso analizzato dalla VI sezione penale della Cassazione ha come protagonista Renzo D., agli arresti domiciliari in una comunita' terapeutica dai quali era appunto evaso con l'unica intenzione di far rientro nel carcere di Rebibbia a Roma, come si legge in sentenza. Per questa evasione il detenuto era gia' stato condannato ad un mese e 24 giorni di reclusione dalla Corte d'appello dell'Aquila, nel dicembre 2005. Inutilmente Renzo D. ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che era 'assolutamente mancato l'elemento soggettivo del reato di evasione'.
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