Norme adottate dal Consiglio europeo per creare un nuovo sistema elettronico centrale per l'archiviazione delle informazioni sui pagamenti
uomo al computer fa shopping online

di Gabriella Lax - Acquisti e-commerce tracciati dal fisco europeo. Questa la novità decisa in tema di scambio dati che arriva da Bruxelles dal Consiglio Europeo.

E- commerce, come cambia l'Iva trasfrontaliera

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La normativa riguarda la raccolta armonizzata da parte degli Stati membri dell'Unione della documentazione elettronica per individuare le frodi fiscali nelle operazioni trasfrontaliere di commercio elettronico. La finalità è creare un nuovo sistema elettronico centrale per l'archiviazione delle informazioni sui pagamenti e per il trattamento di queste informazioni da parte dei funzionari nazionali antifrode.

E-commerce, norme in vigore dal 2024

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Le disposizioni entreranno in vigore dal 2024 ma le decisioni sono arrivate con l'ok ad una direttiva e a un regolamento che tracciano la strada. Saranno documentati e rendicontati gli acquisti dei cittadini sulle piattaforme di commercio elettronico.

Collaborazione con le autorità fiscali

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Cambiamenti sono stati introdotti in relazione alla cooperazione amministrativa nel settore dell'Iva. Cambiamenti che chiariscono, nello specifico, le modalità di collaborazione tra le autorità fiscali in questo settore per individuare le frodi in materia di Iva e controllare il rispetto degli obblighi per quanto riguarda l'assolvimento dell'imposta comunitaria.

I testi integrano il quadro normativo sull'Iva per il commercio elettronico, che entrerà in vigore nel gennaio 2021, in virtù del quale sono stati introdotti nuovi obblighi in materia di Iva per i mercati online e norme di conformità semplificate in materia di Iva per le imprese online. È noto che per gran parte degli acquisti online effettuati dai consumatori nell'Unione, i pagamenti sono eseguiti tramite prestatori di servizi di pagamento, i quali possiedono informazioni specifiche che gli permettono di identificare il destinatario o beneficiario di tale pagamento, oltre all'indicazione della data, dell'importo e dello Stato membro di origine dello stesso, nonché informazioni volte a stabilire se il pagamento è disposto nei locali dell'esercente.

Da qui un nuovo obbligo di conservare i dati dei pagamenti per almeno tre anni. I prestatori di servizi di pagamento dovrebbero essere tenuti a conservare la documentazione relativa a pagamenti transfrontalieri che indicano attività economiche.

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(19/02/2020 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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