Avv. Francesco Pandolfi - Quante volte, tra gli addetti ai lavori, si sente parlare del fatto che il Ministero dell'Interno respinge, con motivazioni non comprensibili o comunque discutibili, la domanda di rinnovo della licenza di porto di pistola per difesa personale?
Sicuramente tante.
- 1. Discrezionalità del ministero dell'interno
- 2. Tutela dell'incolumità personale
- 3. Orientamenti della magistratura
- 4. I ricorsi
Discrezionalità del ministero dell'interno
Anzi, sempre più spesso, la questione che si ripropone per questo tipo di pratiche amministrative è quella che ruota attorno al livello di discrezionalità che l'Autorità può arrivare ad impiegare al fine di decidere per il "si" o per il "no" sulle istanze di rinnovo.
C'è da dire che la persona interessata difficilmente comprende o accetta il diniego quando ha già avuto, senza particolari problemi, la licenza per anni e anni addietro: non lo comprende soprattutto se le condizioni poste a base dei precedenti rilasci non sono cambiate nel momento in cui ha ripresentato l'istanza.
Tutela dell'incolumità personale
Ecco, da queste poche battute si percepisce subito la delicatezza della materia, visto che queste licenze mirano ad una tutela dell'incolumità personale e dei beni contro i delitti.
Il tema è complesso e delicato allo stesso tempo; la magistratura amministrativa, per i numerosi casi che vengono sottoposti all'esame dei giudici, alcune volte produce decisioni che convincono, mentre altre volte non lo fa e le sentenze sembrano orientate a sostenere quanto stabilito dall'articolazione ministeriale, Questura e Prefettura, nei provvedimenti di rigetto.
Orientamenti della magistratura
Ultimamente si è fatto strada, specie tra i giudici di primo grado, un orientamento in forza del quale l'esito decisionale difforme rispetto al passato può anche provenire dal fatto che il Ministero dell'Interno, nel momento in cui è chiamato a valutare, decide di adottare un maggior rigore sui rinnovi.
Detto in altri termini: un "no" rispetto ai precedenti e favorevoli provvedimenti può arrivare da un irrigidimento, non meglio spiegato, della Questura.
I ricorsi
Ebbene, se così è, appare evidente che un irrigidimento dell'Autorità per essere comprensibile e giustificabile in termini di diritto / interesse va opportunamente chiarito e motivato a chi chiede il rinnovo, in quanto non si può pretendere dalla persona interessata, esente da mende, ineccepibile e già in possesso del titolo magari da decadi, che rinunci al rinnovo quando sono ancora invariate le condizioni che lo hanno giustificato per anni e anni.
Evidente che, con uno scenario di questo tipo, la strada del ricorso diventa inevitabile.
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