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Legge elettorale, ecco il "Brescellum"

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I punti chiave nella proposta depositata dal presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia. Ecco il "Brescellum"
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di Gabriella Lax - Legge elettorale, a che punto siamo? Un primo passo è stato fatto col deposito della proposta di legge elettorale da parte del presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia, già ribattezzata "Brescellum". L'intesa di massima aveva riguardato il proporzionale con una soglia di sbarramento al 5 per cento. Una soluzione che ha registrato le proteste delle formazioni minori, come Leu e Verdi e, in parte, Italia Viva.

La riforma della legge elettorale

Il testo di riforma della legge elettorale sarà discusso in commissione. Si tratta di un testo semplice che focalizza l'attenzione su alcuni punti chiave: abolizione dei collegi uninominali; impianto proporzionale; soglia di sbarramento nazionale al 5%; previsione di un diritto di tribuna.

Diritto di tribuna

In particolare il testo stabilisce che per «garantire un diritto di tribuna a quelle formazioni politiche che non raggiungono le soglie di sbarramento, si prevede che, alla Camera, siano eletti i candidati di quelle formazioni che ottengono almeno tre quozienti in almeno due Regioni, mentre al Senato siano eletti i candidati che ottengono almeno un quoziente nella circoscrizione regionale». In sintesi entra in Parlamento chi ottiene 3 quozienti almeno in due regioni (Camera), 1 quoziente nella circoscrizione regionale (Senato).

I tre articoli del Brescellum

Come riporta Adnkronos, il testo è costituito da tre articoli. Nell'articolo uno ci sono le «modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957 n. 361 che concerne il sistema di elezione della Camera dei deputati sopprimendo tutti i riferimenti ai collegi uninominali ed alle colazioni di liste. Sono state inoltre rimodulate le soglie del 3 e del 20 per cento, attualmente vigenti, fissandole rispettivamente al 5 e al 15 per cento dei voti validi espressi, e viene introdotto il diritto di tribuna». Il secondo articolo, invece apporta le «modifiche al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533 che concerne il sistema di elezione del Senato della Repubblica. In analogia con le modifiche apportate al testo unico per l'elezione della Camera dei deputati sono stati eliminati tutti i riferimenti ai collegi uninominali ed alle colazioni di liste e sono state inoltre rimodulate le soglie del 3 e del 20 per cento, attualmente vigenti, fissandole sul piano nazionale al 5 per cento e al 15 per cento dei voti validi espressi almeno in una regione, e viene introdotto il diritto di tribuna. Nella regione Trentino - Alto Adige viene mantenuta la previsione di collegi uninominali accanto ad una quota proporzionale». Infine, l'articolo 3 «conferisce al Governo una nuova delega per la determinazione dei collegi plurinominali delle Camere specificando i relativi criteri e la procedura per l'adozione dello schema di decreto legislativo».


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(09/01/2020 - Gabriella Lax)
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