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Taglio dei parlamentari, ancora uno stop alla riforma

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Si è arrivati al quorum previsto di 64 senatori per avviare il referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari
palazzo Madama sede del Senato in Italia

di Gabriella Lax - Ci vorrà ancora tempo per il taglio dei parlamentari. La misura, uno dei cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle, è stata bloccata in attesa del referendum.

  • 1. Taglio parlamentari: l'8 ottobre il sì della Camera
  • 2. Un referendum che blocca l'iter
  • 3. Le critiche al taglio dei parlamentari
  • Taglio parlamentari: l'8 ottobre il sì della Camera

    Si è arrivati al quorum previsto di 64 senatori, un quinto del totale dei parlamentari di Palazzo Madama, per avviare il referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari. In termini temporali, era stata la Camera, l'8 ottobre, ad approvare con 553 voti a favore, 12 contrari e due astenuti, la riforma che ha l'obiettivo di ridurre il numero dei parlamentari: da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori. Per una riduzione di un terzo del totale. La riforma diminuisce anche il numero dei parlamentari che vengono eletti all'estero, che passeranno da 12 a otto alla Camera e da sei a quattro al Senato.

    Un referendum che blocca l'iter

    Con la richiesta di referendum si blocca il taglio dei parlamentari: la legge doveva entrare in vigore all'inizio del 2020 mentre ora partirà l'iter per indire il referendum. Primo passo sarà costituito dall'esame da parte della Corte di cassazione. Per le riforme che modificano il testo della Costituzione è necessaria una procedura aggravata, un iter parlamentare speciale. Nel caso in cui la riforma non ottiene una maggioranza di due terzi da ciascuna delle due camere nel voto finale si hanno tre mesi di tempo per chiedere che sia sottoposta a referendum; servono le firme di un quinto dei membri di una delle due camere - per i senatori la soglia è di 64 - 500.000 elettori o 5 consigli regionali.

    Le critiche al taglio dei parlamentari

    La riforma è stata oggetto di parecchie discussioni. Era stata votata sì da tutti i partiti ma anche criticata da diversi esperti e giuristi perché, in sostanza, con la riduzione del numero di parlamentari viene meno la rappresentanza degli elettori, i gruppi parlamentari diventano più piccoli e facilmente controllabili da leader e segretari.

    Leggi anche Taglio dei parlamentari: come cambia la Costituzione

(21/12/2019 - Gabriella Lax) Foto: studiocataldi.it
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