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Roaming marittimo: scoppia il caso degli addebiti, l'Antitrust indaga

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L'Antitrust ha avviato una procedura nei confronti di alcune compagnie telefoniche che potrebbero dover pagare 5 milioni per roaming marittimo non richiesto
bersaglio con freccia su telefono

di Annamaria Villafrate - Con il comunicato stampa del 4 dicembre (sotto allegato) pubblicato sul sito ufficiale dell'Antitrust, l'Autorità informa i cittadini di aver avviato una procedura per pratiche commerciali scorrette nei confronti di tre compagnie telefoniche italiane, responsabili di attivare, senza previa informativa o specifico accordo contrattuale, il servizio di roaming in mare aperto, addebitando i relativi costi ai clienti inconsapevoli. Vediamo di capire meglio quali sono le contestazioni mosse dall'Autorità a Telecom, Wind e Tre e in cosa consiste il servizio di roaming.

  • 1. Antitrust: avviati procedimenti per roaming non richiesto
  • 2. Responsabili anche le Compagnie di navigazione
  • 3. Come funziona il servizio di roaming marittimo
  • Antitrust: avviati procedimenti per roaming non richiesto

    Il 4 dicembre l'Antitrust ha pubblicato sulla prima pagina del suo sito un comunicato stampa in cui informa di aver avviato tre procedimenti verso Telecom Italia S.p.A., Wind Tre S.p.A. e Vodafone Italia S.p.A. Secondo l'Autorità le tre compagnie telefoniche avrebbero messo in atto presunte pratiche commerciali scorrette consistenti nella fornitura del servizio di roaming marittimo per la comunicazione mobile, addebitandone il relativo costo senza aver preventivamente informato i clienti al momento della stipula del contratto o della fruizione sulla nave, ma soprattutto senza che gli stessi lo avessero richiesto. Avviate quindi le ispezioni grazie anche al supporto del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

    Responsabili anche le Compagnie di navigazione

    Nel comunicato dell'Antitrust però si legge che si configurerebbe altresì una responsabilità per omessa informazione anche da parte di alcune compagnie di navigazione, come la Grimaldi, Grandi Navi Veloci e la Compagnia italiana di navigazione, che non avrebbero informato i clienti degli operatori telefonici accusati, di disporre a bordo del servizio di roaming marittimo.

    Come funziona il servizio di roaming marittimo

    Per comprendere al meglio di che cosa si sta parlando spieghiamo molto semplicemente in cosa consiste il servizio di roaming marittimo. In pratica le navi potrebbero avere delle stazioni base che, tramite un collegamento satellitare, danno la possibilità a cellulari, smartphone, tablet e pc delle persone a bordo di funzionare anche quando la nave si allontana dalla costa e quindi si sgancia il contatto terrestre che consente il funzionamento dei telefoni mobili a terra. Collegamento satellitare però che, come si può facilmente intuire, è più costoso rispetto a quello terrestre e che è gestito da società diverse da quelle italiane, su cui scaricano i costi del servizio, che a loro volta li fanno pagare, come nel caso segnalato dall'Autorità, ai propri clienti. Il tutto senza informare preventivamente i clienti dell'esistenza del servizio roaming in mare aperto, piuttosto costoso, che potrebbero non volere, pur continuando a telefonare attivando semplicemente la modalità aereo.

Scarica pdf AGCM - comunicato stampa 4 dicembre 2019
(06/12/2019 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com
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