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Nuova Tari: approvato il nuovo metodo tariffario

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ARERA ha varato il nuovo Metodo Tariffario volto di incentivare il sistema locale a gestire integralmente i rifiuti
cassonetti pieni di spazzatura
di Lucia Izzo - La nuova Tari arriverà nel 2020, lo conferma l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) al lavoro da diversi mesi sul nuovo sistema tariffario.


Lo scorso settembre, per garantire un confronto continuativo con i diversi attori coinvolti nella governance del settore rifiuti, ARERA ha presentato i propri orientamenti attraverso un incontro con tutti i soggetti interessati, avviando una consultazione pubblica.
  1. Il metodo tariffario servizio integrato di gestione dei rifiuti
  2. Le fasi del nuovo metodo
  3. Procedura di approvazione delle tariffe
  4. Trasparenza: le nuove regole
  5. Meccanismi per recuperare eventuali scostamenti

Il metodo tariffario servizio integrato di gestione dei rifiuti

Il 31 ottobre 2019 ARERA ha varato il "metodo tariffario servizio integrato di gestione dei rifiuti" e, in un'apposita memoria ha reso noti i principi basilari del nuovo metodo, ovvero: incentivare il miglioramento dei servizi di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti, omogeneizzare le condizioni nel Paese, garantire trasparenza delle informazioni agli utenti.

Come si legge in un Comunicato Stampa, le nuove regole sono state definite con un ampio processo di consultazione che ha coinvolto tutti gli attori del settore. Vengono così definiti i corrispettivi TARI da applicare agli utenti nel 2020-2021, i criteri per i costi riconosciuti nel biennio in corso 2018-2019 e gli obblighi di comunicazione.

Eventuali variazioni tariffarie in futuro dovranno essere giustificate solo in presenza di miglioramenti di qualità del servizio o per l'attivazione di servizi aggiuntivi per i cittadini, contemplando sempre la sostenibilità sociale delle tariffe e la sostenibilità ambientale del ciclo industriale, nel rispetto degli equilibri della finanza pubblica locale.

Ancora, i gestori dovranno attivare tutti gli strumenti necessari per rendere accessibili e comprensibili i documenti e le informazioni agli utenti, come la Carta della qualità del servizio o i documenti di riscossione della tariffa.

Le fasi del nuovo metodo

Il Metodo Tariffario stabilisce i limiti delle tariffe e predispone quattro diversi schemi che Comuni, gestori e altri enti competenti potranno scegliere in base ai propri obiettivi di miglioramento del servizio al cittadino.

Nel dettaglio, i servizi regolati dal nuovo metodo tariffario sono:
• spazzamento e lavaggio strade
• raccolta e trasporto
• trattamento e recupero dei rifiuti urbani
• trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani
• gestione tariffe e dei rapporti con gli utenti

Su queste fasi il Metodo Tariffario impone una stretta coerenza tra il costo e la qualità del servizio "consentendo ad un sistema più efficiente - afferma Stefano Besseghini, presidente di Arera - di contrastare le zone d'ombra. Dobbiamo arrivare ad avere le stesse regole per tutti i cittadini, trasparenza dei flussi economici e delle competenze, riduzione drastica dell'evasione che - oltre a creare disparità tra i consumatori - toglie risorse indispensabili al ciclo dei rifiuti. I rifiuti non sono l'emergenza di un particolare comune o di una regione, ma un sistema da integrare e gestire in modo organico in tutto il Paese".

Il metodo tariffario, impostando una stretta coerenza tra il costo e la qualità del servizio, introduce un sistema di copertura dei costi in grado di incentivare il sistema locale a gestire integralmente i rifiuti. La regolazione avrà carattere graduale e asimmetrico, perché si tiene conto delle diverse condizioni territoriali di partenza.

Procedura di approvazione delle tariffe

La procedura di approvazione delle tariffe prevede che il gestore predisponga il Piano economico finanziario e lo trasmetta all'Ente territorialmente competente (Ente di governo dell'ambito, Regione, Provincia autonoma, Comune o altri), il quale (dopo le verifiche di correttezza completezza e congruità dei dati) trasmette il Piano e i corrispettivi tariffari ad ARERA.

La tempistica del provvedimento è scandita in particolare dall'esigenza dei Consigli comunali che, dovranno approvare le tariffe della TARI in conformità al piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani.

Gli Enti Locali, invece, dovranno deliberare le tariffe e le aliquote relative ai tributi di loro competenza entro la data fissata da norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione.

Le Regioni, infine, tra le altre cose dovranno, provvedere alla predisposizione, adozione e aggiornamento dei Piani regionali di gestione dei rifiuti e la delimitazione degli ambiti territoriali ottimali per la gestione dei rifiuti urbani

Trasparenza: le nuove regole

Le nuove regole sulla trasparenza, invece, prevedono un primo periodo di regolazione che parte dal 1° aprile 2020 al 31 dicembre 2023 (in modo sperimentale per tutto il 2020) a beneficio degli utenti domestici e non. Per i Comuni sotto i 5 mila abitanti si applica dal gennaio 2021.

Per migliorare la trasparenza del settore verso i consumatori, le regole dell'Autorità prevedono che i gestori del servizio rifiuti (compresi i Comuni che gestiscono in economia) predispongano e pubblichino la Carta della Qualità e che i documenti di riscossione (bollette, fatture o altro) riportino chiaramente le informazioni sugli importi addebitati, calcolo della tariffa, le modalità di pagamento, i recapiti e le procedure per i reclami, le informazioni sulle modalità di erogazione del servizio e sul raggiungimento degli obiettivi ambientali.

Qualsiasi variazione di rilievo nelle condizioni di erogazione del servizio dovrà essere comunicata agli utenti con un adeguato preavviso e i soggetti coinvolti nella filiera dovranno dialogare tra loro per trasmettere le informazioni richieste agli utenti.

Meccanismi per recuperare eventuali scostamenti

Il totale delle entrate tariffarie di riferimento (TARI 2020-2021) è dato da somma delle entrate a copertura dei costi fissi e dei costi variabili riconosciuto dall'Autorità in continuità con il d.P.R. n. 158/99 e determinato secondo criteri di efficienza, nonché di trasparenza e omogeneità, procedendo ad una riclassificazione degli oneri riconducibili alle singole attività del ciclo integrato.

I criteri predisposti dall'Autorità troveranno applicazione sia con riferimento al periodo 2020-2021, sia ai fini del monitoraggio e della valutazione dei costi efficienti per le annualità 2018 e 2019 (per la quantificazione dei conguagli da riportare, rispettivamente, nel 2020 e nel 2021), passaggio quest'ultimo di fondamentale importanza per avviare l'applicazione della nuova regolazione definita dall'Autorità secondo meccanismi di gradualità.

A tal riguardo l'Autorità sta approfondendo la definizione di meccanismi che consentano il recupero di eventuali scostamenti - originati dall'applicazione della riforma in discorso - in ragione di specifiche valutazioni delle prestazioni erogate e secondo condizioni di sostenibilità.





(17/11/2019 - Lucia Izzo) Foto: 123rf.com
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