Arriva la tassa sui cellulari?

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Al momento solo la bozza di un'idea sulla tassa di 13 euro da applicare sulle Sim dei clienti business, ma al nuovo balzello sono tutti contrari
donna che riceve telefonata scocciante

di Annamaria Villafrate - E' solo un'idea, ma sta già facendo discutere. Alla tassa sugli smartphone, allo studio dell'esecutivo, che porterebbe nelle casse dello Stato quasi un miliardo di euro però sono tutti, ma proprio tutti contrari. Un tributo che, stando alle parole degli esperti, danneggerebbe il mercato delle telecomunicazioni, già provato, ma soprattutto le partite Iva, che verrebbero come sempre, tartassate, invece che aiutate.

Vediamo insieme in che misura e che cosa andrebbe a colpire esattamente questa tassa e chi ha già espresso parere contrario al nuovo tributo:

Tassa sui cellulari? Ecco l'idea

La tassa sui cellulari a quanto pare è un'idea firmata PD. La misura, di cui si sta discutendo animatamente, consisterebbe in una tassa di 13 euro che verrebbe applicata sulle Sim ricaricabili dei clienti business, che andrebbe a colpire solo l'attivazione, non le successive ricariche o i pagamenti mensili.

Un balzello quindi che non andrebbe a colpire, ammesso che passi, i consumatori, ma solo i professionisti e chi ha in generale la partita Iva, che ormai al telefono fisso ha sostituito lo smartphone con contratti e abbonamenti business.

La tassa, secondo le previsioni dovrebbe portare nelle casse statali circa un miliardo di euro, a tutto danno delle piccole, medie e grandi imprese, per le quali l'impiego dei cellulari è ormai imprescindibile.

Stando al Sole 24 ore però, questo nuovo tributo verrebbe controbilanciato dall'abolizione della tassa di concessione governativa sugli abbonamenti, pagata dalle compagnie telefoniche per ingolosire i clienti a stipulare nuovi contratti.

Sulla tassa tutti contrari

Una tassa, quella sui cellulari, che sta attirando critiche e fomentando polemiche. Critico il segretario generale della Fistel Cisl, Vito Vitale, che esprime tutta la sua contrarietà sulla volontà di tassare il mercato delle telecomunicazioni che, al contrario, andrebbe sostenuto, stante semmai la necessità d'investire in questo settore per contribuire allo sviluppo delle digitalizzazione del paese.

Sulla stessa lunghezza d'onda Fabrizio Solari, segretario della Slc Cgil che considera questa tassa sbagliata dal punto di vista concettuale, perché non fa che ritardare lo sviluppo tecnologico del nostro paese.

Contraria anche la vice-ministra dell'Economia Laura Castelli: "L'ipotesi di tassare le sim ricaricabili ci preoccupa molto. Anche le proposte alternative di tassare ulteriormente la clientela business, da più parti sollevate, trovano la nostra ferma contrarietà."

Contrarietà espressa anche dal Ministro del Mise, poiché una tassa del genere produrrebbe un impatto negativo sui consumatori e sulle imprese in una fase già delicata per il comparto delle telecomunicazioni. Per Pierpaolo Baretta, sottosegretario all'Economia l'idea è addirittura "impraticabile".

(14/10/2019 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com
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