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Tutor: addio sanzioni senza prova di omologazione e taratura

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Per il Giudice di Pace di Roma solo appositi verbali e certificati di collaudo sono in grado di escludere difetti di funzionamento del dispositivo di rilevamento rendendone legittimo l'utilizzo
tutor in strada per controllo velocita
di Lucia Izzo - Vanno annullati i verbali relativi a violazione dei limiti di velocità qualora la P.A. non fornisca la prova dell'omologazione e della periodica taratura del dispositivo Safety Tutor. Soltanto attraverso appositi verbali e certificati di collaudo è infatti possibile escludere qualsiasi difetto di funzionamento del dispositivo di rilevamento e renderne legittimo l'utilizzo

Lo ha ribadito il Giudice di Pace di Roma nella sentenza n. 13779/2018 (sotto allegata) pronunciandosi sul ricorso di un conducente vittoriosamente assistito dall'avvocato Roberto Iacovacci.

  1. Il caso
  2. La rilevazione della velocità tramite dispositivo Tutor
  3. Tutor: necessarie omologazione e taratura per escludere difetti

Il caso

Il ricorrente si è opposto a due ordinanze ingiunzioni relative a infrazioni del Codice della Strada, in particolare eccependo l'illegittimità dei provvedimenti impugnati per difetto di motivazione. Doglianze che vengono accolte dal magistrato capitolino.

Per il magistrato onorario, affermando, all'art. 3 della L. n. 241/90, che "ogni provvedimento amministrativo deve essere motivato", il legislatore ha inteso attribuire alla motivazione una funzione precisa, e cioè quella che in ogni provvedimento amministrativo devono essere indicati i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione della P.A. in base alle risultanze dell'istruttoria.

La rilevazione della velocità tramite dispositivo Tutor

Nel caso di specie, in cui viene contestato il superamento dei limiti di velocità di oltre 10 e non oltre 40 km/h, il ricorrente evidenzia, tra l'altro, come il dispositivo Tutor che aveva rilevato l'infrazione fosse stato utilizzato senza le autorizzazioni prescritte, sia l'omologazione che la taratura.

Il giudice evidenzia come il SICVE (Sistema informativo per il controllo della velocità), detto anche Safety Tutor, sia un dispositivo classificato come autovelox, in quanto rileva gli eccessi di velocità, ma sia diverso rispetto ai classici autovelox poiché rileva la velocità media dei veicoli.

Ancora, pur essendo uno dei più accreditati e diffusi, il SICVE non può essere considerato un sistema di rilevamento valido e attendibile solo sulla base di risultanze verbali. Coglie nel segno la contestazione del ricorrente secondo cui nei verbali non sarebbero state indicate le autorizzazioni prescritte ovvero omologazione e taratura.

Tutor: necessarie omologazione e taratura per escludere difetti

Infatti, soltanto appositi verbali e certificati di collaudo compilati al momento dell'istallazione e messa in funzione dell'apparecchio sarebbero stati in grado di escludere qualsiasi difetto di funzionamento del dispositivo di rilevamento rendendone legittimo l'utilizzo.

Secondo il magistrato capitolino, non è sufficiente a demolire l'assunto del ricorrente quanto riportato dalla relazione di servizio del vice comandante dell'U.O. Pianificazione Servizi Operativi della Polizia che ha cercato di sostenere come effettuate sia l'omologazione che la taratura.

A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 113/2015, che ha dichiarato incostituzionale l'art. 45, comma 6, del Codice della strada nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate nell'accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e taratura, la Corte di Cassazione (ord. n. 533/2018) ha confermato che, in caso di contestazioni circa l'affidabilità dell'apparecchio, soltanto l'effettivo accertamento è idoneo offrire la prova se l'apparecchio sia stato sottoposto alle verifiche di funzionalità e di taratura.

Nel caso di specie, in difetto di tale prova, non è possibile avere la certezza della funzionalità dell'apparecchio e della responsabilità del ricorrente. Di conseguenza i provvedimenti impugnati vanno dichiarati illegittimi e i verbali annullati assieme alle relative sanzioni.

Si ringrazia il Consulente Tecnico Investigativo Giorgio Marcon per la cortese segnalazione
Scarica pdf Giudice di Pace Roma, sentenza n. 13779/2018
(20/09/2019 - Lucia Izzo) Foto: 123rf.com
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