Cos'è l'assegno per congedo matrimoniale, a chi spetta, in cosa consiste e come fare per presentare domanda, con gli allegati da produrre

di Valeria Zeppilli - Alcune categorie di lavoratori, in occasione delle nozze civili o concordatarie, possono ottenere dall'Inps un apposito assegno, denominato assegno per congedo matrimoniale.

Vediamo di cosa si tratta, chi può beneficiarne e come fare per ottenerlo.

Assegno per congedo matrimoniale: cos'è

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L'assegno per congedo matrimoniale è una prestazione in denaro della quale i lavoratori possono usufruire in occasione del congedo straordinario di otto giorni che viene concesso per il matrimonio civile o concordatario (il matrimonio solo religioso non è sufficiente).

Esso può essere corrisposto se si è usufruito del congedo nei trenta giorni successivi alle nozze.

Assegno per congedo matrimoniale: lavoratori interessati

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Tale beneficio, tuttavia, non spetta a tutti i lavoratori ma solo a:

  • operai
  • apprendisti
  • lavoratori a domicilio
  • marittimi di bassa forza
  • dipendenti da aziende industriali, artigiane o cooperative.

Per aver diritto all'assegno, poi, tali soggetti, oltre ovviamente ad aver contratto matrimonio civile o concordatario:

  • ferma restando l'esistenza di un rapporto di lavoro, non devono essere in servizio per malattia, sospensione dal lavoro, richiamo alle armi;
  • devono far valere un rapporto di lavoro da almeno una settimana;
  • devono usufruire del congedo entro 30 giorni da quando è stato celebrato il matrimonio.

L'assegno spetta anche ai lavoratori disoccupati, purché dimostrino che nei 90 giorni precedenti al matrimonio hanno lavorato alle dipendenze di aziende industriali, artigiane o cooperative per almeno 15 giorni.

Duplicazione dell'assegno per congedo matrimoniale

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Oltretutto, l'assegno spetta sia alla moglie che al marito, se questi non sono dipendenti di:

  • aziende industriali, artigiane, cooperative e della lavorazione del tabacco con qualifica di impiegati, apprendisti impiegati e dirigenti;
  • aziende agricole;
  • commercio, credito e assicurazioni;
  • enti locali e statali;
  • aziende che non versano il relativo contributo alla Cassa Unica Assegni Familiari.

Assegno per congedo matrimoniale per vedovi o divorziati

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I lavoratori che siano vedovi o divorziati, anche se hanno già goduto del beneficio, possono ottenere nuovamente l'erogazione dell'assegno per congedo matrimoniale in occasione delle nuove nozze, alle stesse condizioni previste per tutti gli altri lavoratori.

Importo dell'assegno per congedo matrimoniale

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L'importo dell'assegno per congedo matrimoniale varia a seconda della categoria alla quale appartiene il lavoratore che ne beneficia.

In particolare, per gli operai e gli apprendisti esso è pari a sette giorni di retribuzione, dalla quale va detratto il 5,54%.

Per i lavoratori a domicilio, l'importo dell'assegno per congedo matrimoniale è uguale a sette giornate di guadagno medio giornaliero, anche in questo caso detratto il 5,54%.

Infine, per i marittimi il beneficio è pari a otto giornate di salario medio giornaliero, dal quale detrarre sempre il 5,54%.

Assegno per congedo matrimoniale: cumulabilità e incompatibilità

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L'assegno per congedo matrimoniale può essere cumulato con l'indennità per infortunio sul lavoro, sino all'importo che sarebbe spettato a titolo di retribuzione, e con gli assegni per il nucleo familiare.

Non può essere invece cumulato con le prestazioni di malattia, maternità, cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria, trattamenti di disoccupazione.

La domanda di assegno per congedo matrimoniale

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La domanda di assegno per congedo matrimoniale può essere presentata al proprio datore di lavoro alla fine del congedo e nel termine massimo di 60 giorni successivi al matrimonio (o di un anno dalla data del matrimonio, se il richiedente è un lavoratore disoccupato o richiamato alle armi).

Per i disoccupati e i richiamati alle armi, la domanda va fatta sul sito dell'Inps, stando attenti a inserire tutti gli allegati che sono richiesti.

Alternativamente è anche possibile utilizzare il contact center dell'Istituto, chiamando il numero 803 164 (gratuito) da rete fissa o il numero 06 164 164 da rete mobile. La domanda, infine, può essere presentata per il tramite di patronati o intermediari dell'Inps.

Documentazione richiesta

I lavoratori occupati devono allegare alla domanda il certificato di matrimonio o lo stato di famiglia con i dati del matrimonio rilasciato dall'autorità comunale o la dichiarazione sostitutiva di certificazione con la quale comprovano lo stato di coniugato e gli estremi del matrimonio.

In alternativa, se nei termini richiesti per la domanda tale documentazione non è disponibile, è anche possibile produrre un certificato rilasciato dall'autorità religiosa o una dichiarazione sostitutiva autenticata. È comunque poi necessario provvedere a consegnare la documentazione prescritta.

I lavoratori disoccupati, invece, devono allegare alla domanda la dichiarazione sostitutiva di certificazione con la quale comprovano di essere senza occupazione alla data del matrimonio o la relativa documentazione, nonché la dichiarazione sostitutiva di certificazione con la quale comprovano lo stato di coniugato, nella quale indicare anche gli estremi del matrimonio. Vanno allegati anche la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà relativa alla sussistenza di un rapporto di lavoro non impiegatizio alle dipendenze di aziende industriali, artigiane o cooperative di durata pari almeno a quindici giorni nei novanta giorni precedenti il matrimonio e la copia dell'ultima busta paga.

Infine, i lavoratori richiamati alle armi devono allegare alla domanda la dichiarazione sostitutiva di certificazione con la quale comprovano lo stato di disoccupato alla data del matrimonio o la relativa documentazione; la dichiarazione sostitutiva di certificazione con la quale comprovano lo stato di coniugato e nella quale sono riportati gli estremi del matrimonio; la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà relativa alla sussistenza di un rapporto di lavoro non impiegatizio, che, alla data del matrimonio, dura da almeno una settimana e la copia dell'ultima busta paga.

Leggi anche Il congedo matrimoniale

Valeria Zeppilli

Foto: 123rf.com
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