Sei in: Home » Articoli
 » Avvocatura

Avvocati: nel bando il Comune può richiedere l'iscrizione all'albo giurisdizioni superiori

Condividi
Seguici

Per il T.A.R. Lazio nel bando di gara per l'affidamento dei servizi legali può essere richiesta l'abilitazione al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. I giovani possono associarsi. Le reazioni dell'Aiga
giovani uomini e donne di successo
di Lucia Izzo - La procedura del Comune volta all'affidamento dei servizi legali è illegittima se manca la pubblicazione del capitolato d'oneri della gara nel quale sono illustrate le modalità attraverso le quali il servizio avrebbe dovuto essere prestato.

Deve ritenersi, invece, corretto il bando comunale che richiede che il legale sia abilitato al patrocinio dinanzi alle Giurisdizioni Superiori che risponde "a una comprensibile necessità dell'Ente". Ai professionisti più giovani resta la possibilità di concorrere eventualmente in forma associata.

Lo ha deciso il T.A.R. Lazio nella sentenza n. 8730/2019 (qui sotto allegata) accogliendo il ricorso dell'AIGA (Associazione Italiana Giovani Avvocati), Sezione di Rieti, che al giudice amministrativo aveva chiesto l'annullamento della procedura di gara attivata dal del Comune di Cittaducale (RI) per l'affidamento dei servizi legali (relativamente al contenzioso civile, amministrativo, tributario, penale e stragiudiziale, compreso quello innanzi alle Magistrature Superiori), con aggiudicazione all'offerta economicamente più vantaggiosa.

  1. Il ricorso dell'AIGA
  2. Avvocati al Comune: gara illegittima se manca il capitolato d'oneri
  3. Bando Avvocati Comune può richiedere l'abilitazione al patrocinio innanzi alle Giurisdizioni Superiori
  4. Le reazioni dell'AIGA

Il ricorso dell'AIGA

L'AIGA, associazione forense articolata su base territoriale in sezioni corrispondenti ai circondari di Tribunale, evidenzia di avere tra le sue finalità statutarie la tutela degli interessi della giovane avvocatura italiana, e di essere, dunque, pienamente legittimata a ricorrere contro gli atti lesivi degli interessi dei giovani professionisti.

Secondo l'associazione, il bando in questione, oltre che lesivo del decoro dei Professionisti con riferimento alla violazione delle norme in materia di equo compenso, nonché quanto alle modalità di svolgimento della prestazione professionale, non consentiva la formulazione di un'offerta stante la mancata pubblicazione del capitolato d'oneri che avrebbe dovuto illustrare le modalità attraverso le quali il servizio avrebbe dovuto essere prestato.

Tale mancanza, secondo la ricorrente, avrebbe irrimediabilmente viziato tutti gli atti successivi e l'intera procedura, rendendo impossibile ai concorrenti che avessero avuto intenzione di partecipare di procurarsi gli elementi conoscitivi indispensabili sul servizio per formulare le loro offerte.

Avvocati al Comune: gara illegittima se manca il capitolato d'oneri

In effetti, conferma il T.A.R., tale allegato al bando, pur citato dal disciplinare, non risulta essere stato reso disponibile congiuntamente agli altri atti della lex specialis in tempo utile per la formulazione delle offerte da parte dei professionisti interessati a concorrere per l'affidamento del servizio e la suddetta mancanza, riguardando un atto essenziale della procedura, non può che minare alle fondamenta lo svolgimento dell'intera gara.

Il suddetto vizio, incidendo sulla possibilità stessa dei professionisti di comprendere l'oggetto dell'attività richiesta dall'Amministrazione e, quindi, di prendere consapevolmente parte alla gara, rende illegittima l'intera procedura che, per la mancanza di qualsiasi descrizione dei servizi legali oggetto dell'appalto e delle modalità attraverso cui il professionista vincitore avrebbe dovuto prestare la sua attività, deve essere, dunque, annullata.

Bando Avvocati Comune può richiedere l'abilitazione al patrocinio innanzi alle Giurisdizioni Superiori

Innanzi al T.A.R., l'associazione ricorrente aveva altresì lamentato l'ingiusta disparità di trattamento determinata dall'inserimento, tra i requisiti di ordine professionale, dell'iscrizione all'albo per il patrocinio dinanzi alle Giurisdizioni Superiori, irragionevolmente penalizzante per i professionisti più giovani.

Sul punto il giudice amministrativo, invece, dissente e chiarisce che la previsione dell'abilitazione al patrocinio dinanzi alle Giurisdizioni Superiori corrisponde "a una comprensibile necessità dell'Ente". Ancora, soggiunge il Tribunale Amministrativi, ai professionisti più giovani è consentito ovviare alla mancanza di tale requisito eventualmente concorrendo in forma associata.

Le reazioni dell'AIGA

In un suo Comunicato, l'AIGA ha espresso parole di soddisfazione nei confronti della pronuncia con cui il T.A.R. ha annullato la procedura di gara per l'affidamento dei servizi legali del Comune di Cittaducale, impugnata dalla Sezione di Rieti.

Quanto all'orientamento del Tribunale circa la possibilità di partecipazione in forma associata dei giovani Avvocati non abilitati all'esercizio innanzi alle Giurisdizioni Superiori, l'AIGA ne prende atto, ma ne auspica una revisione.

L'Associazione ribadisce, però, che continuerà a vigilare affinché la normativa in materia di equo compenso sia rispettata anche alla luce delle leggi regionali di recente promulgazione con le quali è stata ribadita la necessità di salvaguardare il decoro e la dignità dei liberi Professionisti nei rapporti con la Pubblica Amministrazione.

Il Presidente AIGA Alberto Vermiglio ha dichiarato che "anche l'ANAC deve contribuire a garantire una concorrenza basata sul merito e la professionalità e non anche sui ribassi dei compensi da riconoscere ai Professionisti".

"I meccanismi concorrenziali tout court legati al solo utilizzo del criterio del prezzo più basso - ha soggiunto il Presidente - possono essere efficaci nei comparti con pochi operatori, ma certamente sono deleteri in un settore, com'è quello legale, che vanta ben 240.000 Professionisti".
Scarica pdf T.A.R. Lazio, sent. n. 8730/2019
(14/07/2019 - Lucia Izzo) Foto: 123rf.com
In evidenza oggi:
» Pedone investito: come si ripartisce la responsabilità?
» Affido condiviso: la Cassazione torna indietro di mezzo secolo!

Newsletter f t in Rss