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Massoneria: il Grande Oriente contro l'obbligo di dichiararne l'appartenenza

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La Sicilia ha stabilito per legge che gli iscritti alla massoneria sono obbligati a dichiararlo, ma i massoni non ci stanno e fanno ricorso. L'Europa dichiara il ricorso ricevibile
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di Gabriella Lax - Il Grande Oriente d'Italia si oppone alla legge della Regione Sicilia che obbliga gli iscritti a dichiarare l'appartenenza alla massoneria. Il provvedimento non è piaciuto ai massoni che hanno fatto ricorso alla Commissione per le Petizioni dell'Ue e il ricorso è stato dichiarato ricevibile. Ma ricostruiamo i fatti.

La legge dell'Ars sulla massoneria

È stata approvata dall'Ars (Assemblea regionale siciliana) lo scorso 4 ottobre, la legge regionale sulla massoneria, la numero 18 del 2018. Un provvedimento nato su iniziativa del presidente della Commissione regionale Antimafia, Claudio Fava (Mdp), una legge che obbliga gli eletti «entro 45 giorni dall'insediamento» a depositare una dichiarazione «anche negativa» sull'eventuale appartenenza «a qualunque titolo ad associazioni massoniche e similari che creino vincoli gerarchici, solidaristici e di obbedienza». In seno alla Regione Fdi e Udc hanno votato contro argomentando che si tratta di una legge «ingiusta, iniqua e discriminatoria» e da contrastare «con tutti i mezzi possibili», anche con un ricorso alla Consulta. Un giudizio negativo condiviso sia da Bisi del Grande Oriente d'Italia, sia dal capo dell'altra obbedienza italiana (la scissione risale al 1908), il sovrano gran maestro della Gran Loggia d'Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori, Antonio Binni. Per questo motivo, qualche giorno fa, dal Palacongressi di Rimini è stato dato l'annuncio di un ricorso alla Corte costituzionale contro la legge.

Massoneria: Ue, ricorso ricevibile

Intanto, un cittadino italiano si rivolge all'Ue. Il ricorso contesta la violazione di articoli della Costituzione italiana: dai diritti inviolabili dell'uomo e sulla pari dignità sociale ed eguaglianza di fronte alla legge (rispettivamente art. 2 e art. 3), e di diversi articoli della Carta dei diritti europei. «Ricevibile perché il suo oggetto rientra nell'ambito delle attività dell'Unione europea, conformemente al regolamento del Parlamento Europeo» è stata la risposta di Cecilia Wikstrom, presidente della Commissione per le Petizioni dell'Ue in relazione alla petizione del cittadino contro la legge della Regione Siciliana che prevede «l'obbligo dichiarativo dei deputati dell'Ars, dei componenti della giunta e degli amministratori locali, in tema di affiliazione a logge massoniche o similari». Secondo il legale del ricorrente, l'avvocato Salvo Ragusa del foro di Catania, la presidente della Commissione ha «ravvisato l'opportunità di sottoporre le questioni anche alla commissione del Parlamento europeo competente in materia». Ed ha così trasmesso la petizione alla commissione per le Libertà civili, la giustizia e gli affari interni e a quella per la Cultura e l'istruzione per informazione.

(08/04/2019 - Gabriella Lax) Foto: commons Wikimedia
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