Per il presidente Mascherin le norme della proposta di legge di riforma della legittima difesa sono condivisibili purché ne sia data una lettura che garantisca sempre il rispetto degli equilibri costituzionali

di Gabriella Lax - Le norme della proposta di legge di riforma della legittima difesa possono essere condivisibili se garantiscono il rispetto degli equilibri costituzionali. Questo, in sintesi, il pensiero Consiglio nazionale forense espresso dal presidente Andrea Mascherin nell'audizione in Commissione giustizia alla Camera.

Legittima difesa, Mascherin: ok alla riforma

La proposta di legge è in esame, prima dell'approdo in Aula prima per l'approvazione definitiva. La novità introdotte dalla proposta di legge di riforma della legittima difesa sono condivisibili purché ne sia data una lettura che garantisca sempre il «rispetto degli equilibri costituzionali» afferma Mascherin. Inoltre, dovranno essere sempre tenuti presenti «i presupposti di necessità della reazione e attualità del pericolo. Due paletti che favoriscono l'interpretazione costituzionalmente orientata». Solo persistendo queste condizioni la riforma è utile a «facilitare la difesa». Il presidente del Cnf invita a evitare «automatismi» e richiama alla condizione imprescindibile che ci sia sempre l'indagine di un magistrato. Infine, rispetto alla possibilità di aumento delle pene, il presidente ricorda che «storicamente non ha mai dato grandi esiti e rischia di precludere l'accesso a riti e misure alternative» e comunque sovente «risponde a esigenze di certezza della pena che non coincide con la certezza della galera».

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