Sei in: Home » Articoli
 » Multe

Status di convivente: basta l'autocertificazione

Per ottenere il diritto di abitazione al decesso del convivente non serve essere residenti nella casa del de cuius ma basta autocertificare la convivenza
uomo che mostra contratto per firma

di Valeria Zeppilli - L'Agenzia delle entrate, con la risposta numero 37/2018 qui sotto allegata, ha precisato che, ai fini del riconoscimento del diritto di abitazione che sorge, per un determinato periodo, successivamente al decesso del convivente more uxorio, lo status di convivente può essere riconosciuto sulla base di una semplice autocertificazione resa ai sensi dell'articolo 47 del d.p.r. numero 445/2000.

Non rileva, infatti, che la convivenza con il de cuius non risulti da alcun registro anagrafico e che il convivente superstite non abbia la residenza anagrafica nella casa di proprietà del de cuius.

Niente diritto di abitazione nella successione

L'Agenzia ha poi chiarito che il diritto di abitazione di cui all'articolo 1, comma 42, della legge numero 76/2016 non deve essere indicato nella dichiarazione di successione poiché si tratta di diritto personale di godimento attribuito a un soggetto che non è di per sé né erede né legatario.

Il riconoscimento di tale diritto avviene infatti per legge con lo scopo di garantire il convivente dalle pretese successorie dei successori del defunto, per un arco temporale tale da consentirgli di provvedere in altro modo a soddisfare la propria esigenza abitativa. Esso opera anche se, come nel caso descritto nel quesito rivolto all'Agenzia delle entrate, manca una disposizione testamentaria volta a istituire il convivente legatario dell'immobile.

Detenzione qualificata

Nell'argomentare tale posizione, la risposta si è rifatta, riportandone dei passaggi, anche alla sentenza numero 10377/2017 della Corte di cassazione, che ha qualificato l'interesse del convivente sulla casa di abitazione ove si è svolto e si è attuato il programma di vita in comune come un interesse "ben diverso da quello derivante da ragioni di mera ospitalità, tale da assumere i connotati tipici di una detenzione qualificata, che ha titolo in un negozio giuridico di tipo familiare".

Agenzia delle entrate testo risposta numero 37/2018
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
(20/10/2018 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com

In evidenza oggi:
» Una legge per punire chi avvelena i cani
» Invalidità: i nuovi importi per il 2019
» Il Codice della crisi e dell'insolvenza
» Addio definitivamente all'assegno di divorzio con la nuova convivenza
» Il mutuo condominiale
Newsletter f g+ t in Rss