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Reddito di cittadinanza sì, ma con calma

Prima dell'attuazione dell'atteso reddito di cittadinanza saranno necessarie una serie di attività. Tra di esse il rafforzamento qualitativo e quantitativo dei centri per l'impiego
mani che sostengono cartello con reddito cittadinanza

di Gabriella Lax – Il reddito di cittadinanza, bandiera elettorale del Movimento 5 Stelle ha mostrato di avere il suo posto d'onore a margine della Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (NaDef) 2018. Si farà, ma con calma perché prima saranno necessarie una serie di attività, tra cui il rafforzamento qualitativo e quantitativo dei centri per l'impiego.

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Ok al reddito di cittadinanza ma non subito

Come si legge nella nota, «L'attuazione efficace dell'obbligo formativo e della effettiva partecipazione al mercato del lavoro richiede il rafforzamento qualitativo e quantitativo dei centri per l'impiego». Cosa vuol dire? Intanto la necessità di coordinarsi con le regioni per «rendere omogenee le prestazioni fornite e realizzare una rete capillare in tutto il territorio nazionale». Poi attuare un piano di assunzioni di personale qualificato, realizzare il Sistema Informativo Unitario in modo da facilitare l'attività di ricollocazione dei disoccupati.

Infine si legge, assicurarsi che ci sia «un adeguamento dei locali anche dal punto di vista strutturale, rendendo i centri per l'impiego un luogo in cui il lavoratore può trovare da subito un aiuto e condizioni adattate agli urgenti bisogni derivanti dalla perdita del posto di lavoro». Forse tre anni per realizzare tutti gli obiettivi potrebbero non essere sufficienti. Ma il vicepremier Luigi Di Maio assicura che da metà marzo 2019 saranno avviati i centri per l'impiego con l'erogazione del reddito di cittadinanza.

Il reddito di cittadinanza più generoso d'Europa

C'è da aggiungere che se il reddito di cittadinanza dovesse essere realizzato come vogliono i pentastellati sarebbe il più generoso tra forme di reddito minimo d'Europa. Così un recente studio dell'Osservatorio dei conti pubblici, secondo il quale è vero che ci sono tanti Paesi (Olanda, Belgio e Danimarca ad esempio) con l'importo dell'assegno più alto rispetto ai 780 euro previsti dal governo, ma mai il livello è pari alla soglia di indigenza definita dall'Eurostat. Nel rapporto tra il reddito minimo ed il reddito pro capite degli altri paesi l'Italia supera tutti.

Altri fattori fanno la differenza: per dieci paesi è obbligatorio accettare qualsiasi offerta di lavoro, pena la perdita del beneficio; per undici paesi qualsiasi offerta appropriata, e in Francia si può rifiutare soltanto una offerta.

Ci sono poi diversi Paesi in cui è obbligatorio accettare lavori di pubblica utilità in attesa di trovare un'occupazione. In Italia, la concezione del reddito adottata prevede 8 ore di partecipazione a lavori di pubblica utilità. Per ottenere il sussidio il beneficiario dovrà essere disposto ad accettare un'eventuale offerta di lavoro congrua alle competenze e non troppo distante geograficamente (50 chilometri) dalla propria residenza, ma avrà la possibilità di rifiutare ben due offerte appropriate prima di perdere il diritto al beneficio.

(30/09/2018 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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