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Reddito di cittadinanza non per i fannulloni

Il richiedente e tutti i componenti del nucleo familiare beneficiario del reddito di cittadinanza si dovranno attivare per cercare un posto di lavoro, pena la perdita del sostegno economico per tutto il nucleo familiare
reddito di cittadinanza

di Gabriella Lax - I furbetti del reddito di cittadinanza non avranno vita facile. Chi ha pensato di poter avere un assegno mensile per continuare a non lavorare si sbaglia di grosso. Così almeno nelle intenzioni del Movimento Cinque Stelle, di cui il reddito di cittadinanza è uno dei cavalli di battaglia.

Reddito di cittadinanza non adatto ai fannulloni

E' iniziato il conto alla rovescia per l'attivazione del reddito di cittadinanza, come misura a sostegno di chi non ha un lavoro e vive con pochissimo. Ma non sarà facile truffare lo Stato. Come raccomandano i vertici del governo, nella bozza di decreto attuativo della misura prevista dalla legge di bilancio 2019, il richiedente e tutti i componenti del nucleo familiare beneficiario si dovranno attivare per cercare un posto di lavoro, pena la perdita del sostegno economico per tutto il nucleo familiare.

E dovranno rendersi disponibili, per almeno otto ore settimanali, a partecipare a progetti comunali di utilità sociale.

Per avere il reddito di cittadinanza servirà la dichiarazione d'immediata disponibilità (did) al lavoro da parte di tutti del componenti il nucleo familiare che ne fa richiesta.

La condizione non opera in caso in cui si chieda la "pensione di cittadinanza", ma è esclusa per i componenti del nucleo beneficiario del redito di cittadinanza pensionati o con età superiore a 65 anni.

Da marzo dunque, chi chiederà il reddito di cittadinanza dovrà fare anche la did a nome di tutti i componenti il nucleo familiare in età da lavoro, purché non già occupati e non frequentanti un corso di studio o di formazione. Gli stessi dovranno collaborare alla definizione del "patto per il lavoro" (ossia un percorso personalizzato di accompagnamento all'inserimento lavorativo e all'inclusione sociale) con gli operatori del centro per l'impiego o dei servizi sociali del comune di residenza.

Saranno tenuti ad accettare gli obblighi e gli impegni previsti nel "patto per il lavoro", tra cui quello di accettare corsi di formazione, di accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue e di offrire la propria disponibilità alla partecipazione a progetti gestiti dal comune di residenza, utili alla collettività, in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni, per almeno otto ore settimanali.

(03/01/2019 - Gabriella Lax) Foto: blog delle stelle

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