Fisco, arriva la mini flat tax

Per imprese e autonomi fino a 100mila euro, la proposta di legge depositata alla Camera dalla Lega e sottoscritta dal M5s prevede un'aliquota unica al 15% e per le start up del 5%, fino a cinque anni dalla fondazione
uomo che fa conteggi immerso nelle carte

di Gabriella Lax – Una la "mini flat tax" per lavoratori autonomi e imprese fino a 100mila euro di ricavi o compensi l'anno. Questa la proposta di legge depositata alla Camera dalla Lega, e sottoscritta dal M5s, che prevede un'aliquota unica al 15% e per le startup, fino a cinque anni dalla fondazione, del 5%. La copertura prevista è di 3,5 miliardi a partire dal 2019.

Fisco: a chi conviene la mini flat tax

La mini flat tax, o flat tax per gli autonomi ha come obiettivo rendere più conveniente, a livello fiscale, lavorare con una partita Iva, grazie al regime forfettario esteso fino a 100mila euro (con una deduzione dei costi forfettaria, pari al 22 per cento). Si tratta di una convenienza fiscale che abbraccia tutte le fasce di reddito medio. L'aliquota Irpef media tra i 28 e i 55mila euro è del 21,4 per cento, quella tra i 55 e i 75mila del 27,4 per cento, e quella oltre i 75mila del 33,2 per cento, con un risparmio compreso tra il 6,4 e il 18,2 per cento.

Mini flat tax, proposta di legge e coperture

La proposta di legge presentata alla Camera ha come primo firmatario Riccardo Molinari, capogruppo della Lega a Montecitorio, ed è stata sottoscritta da Francesco D'Uva, capogruppo del Movimento Cinque Stelle. L'obiettivo è l'innalzamento a 100mila euro di ricavi o compensi conseguiti l'anno precedente per l'accesso al regime agevolato in sostituzione delle tante soglie variabili, attualmente in uso, rispetto al tipo di attività produttive che vanno da 25mila a 50mila euro (30mila euro per i professionisti). Un'operazione che nel 2019 avrebbe bisogno di una copertura di 3,5 miliardi di euro, ricavabili da una «riduzione dello 1% di tutte le dotazioni finanziarie di parte corrente del bilancio dello Stato, fatta eccezione per le spese per oneri inderogabili di cui all'articolo 21, comma 5, lettera a), della legge 31 dicembre 2009, n. 196, ad eccezione delle spese relative alle missioni: diritti sociali, politiche sociali e famiglia; politiche per il lavoro, tutela della salute, difesa e sicurezza».

Rispetto al momento attuale che consente l'accesso al regime forfettario solo ai contribuenti persone fisiche che esercitano un'attività d'impresa o professionale, la proposta bipartisan punta a ricomprendere anche società di persone e società di capitali.

E, con l'ampliamento a 100mila euro di ricavi o compensi, si innalzerebbero anche i limiti da 5mila a 15mila euro per lavoro accessorio, lavoro dipendente e per compensi erogati ai collaboratori, anche assunti per l'esecuzione di specifici progetti e da 20mila a 40mila euro il costo complessivo dei beni strumentali al lordo degli ammortamenti (già ora non concorrono alla formazione del limite i beni immobili, comunque acquisiti, e anche se detenuti in locazione, utilizzati per l'esercizio dell'impresa, arte o professione). Mentre per i beni in locazione finanziaria la proposta di legge precisa che rileva il costo annuo sostenuto dall'utilizzatore.

Vai alla guida Flat tax: cos'è e come funziona

(22/08/2018 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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