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Ecobonus: arriva la stretta per imprese e cittadini

Il decreto del MISE ridisegna la disciplina dei c.d. ecobonus introducendo 28 massimali specifici per ogni singola tipologia di intervento. Cambia anche il "bonifico parlante". Ecco il testo e le novità
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di Lucia Izzo - La bozza di decreto (qui sotto allegata) con cui il Mise mira alla revisione delle agevolazioni fiscali per interventi di riqualificazione energetica (i cosiddetti Ecobonus) potrebbe comportare un giro di vite nei confronti di imprese e cittadini.

Il provvedimento, sviluppato con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e il Ministero dell'Ambiente, si occuperà di definire i requisiti tecnici che devono soddisfare gli interventi che beneficiano delle detrazioni fiscali per le spese di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, compresi i massimali di costo specifici per singola tipologia di intervento.

Si è, infatti, reso necessario un aggiornamento dei requisiti previsti dalla finanziaria 2007 (art. 1, commi da 344 a 349, L. 296/2006) in quanto, nell'ultimo decennio, gli incentivi per gli interventi di riqualificazione energetica sono stati coinvolti in una serie di modifiche e proroghe che hanno determinato confusione e difficoltà per tecnici e cittadini.

Il documento, infatti,mira ad aggiornare e semplificare gli adempimenti previsti adeguandoli alle novità normative intercorse negli ultimi anni e rendendo il quadro più chiaro ai beneficiari e agli operatori.

In particolare, coerentemente con quanto previsto dalla Legge di stabilità 2018, il decreto introduce anche massimali unitari di spesa per ogni singola tipologia di intervento. Inoltre, le novità coinvolgeranno anche le modalità di compilazione del bonifico parlante.


Il decreto, inoltre, prevede che i nuovi requisiti entrino in vigore 90 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e che si applichino esclusivamente agli interventi la cui data di inizio lavori sia successiva all'entrata in vigore del decreto stesso. Rimarrà, dunque, immutata la disciplina riguardante i lavori effettuati tra il 1° gennaio 2018 e la data di attuazione della misura.

I "tagli" rischiano di colpire soprattutto il settore dei serramenti (la detrazione passerebbe dal 65% al 50%), le schermature solari e la domotica (per cui si registra una perdita di oltre il 50% dello sconto fiscale).

Ecobonus: tetto per metro quadrato o kilowatt

Per accedere alle detrazioni, bisognerà rispettare dei massimali unitari di spesa: si tratta di 28 soglie previste specificamente per ogni singola tipologia di intervento e calcolate per unità di prodotto acquistata.

In sostanza, la spesa sostenuta si potrà detrarre fino a un tetto massimo di spesa differenziato per categoria di intervento. Per gran parte di questi il limite di agevolazione viene stabilito per metro quadrato (ad esempio per riqualificazione energetica, infissi, schermature solari, isolamento di pavimenti e pareti) oppure al kilowatt (caldaie, pompe di calore, generatori di calore a biomasse).

Il cittadino, quindi, dovrà rispettare un duplice tetto di spesa: quello globale per le tutte le spese sostenute e quello parziale per i valori unitari, parametrato al metro quadrato o al kW. Per la quota eccedente le soglie non sarà ammissibile la detrazione.

Ad esempio, per gli infissi si potrà ottenere una detrazione del 50% del costo sostenuto fino a un massimo di 350 o 450 euro per metro quadrato, a seconda della zona in cui è collocati; anche le schermature solari saranno detraibili al 50%, ma il tetto massimo sarà di 180 euro per metro quadrato; per le caldaie a condensazione, invece, si potrà portare in detrazione, fino al 65%, il costo fino a un massimo tra i 200 e i 250 euro al kW.

Ecobonus: come andrà compilato il bonifico parlante

Inoltre, interessanti novità riguarderanno gli adempimenti per ottenere l'agevolazione, in particolare le modalità di compilazione del bonifico (bancario o postale) ovvero lo strumento che dovrà essere utilizzato per il pagamento delle spese sostenute per l'esecuzione degli interventi.

Dal bonifico dovranno dovrà risultare non solo la causale del versamento, ma anche il numero e la data della fattura, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita IVA, ovvero, il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Questo, che andrà conservato assieme a tutta la documentazione necessaria per le agevolazioni, potrebbe essere esibito su richiesta dell'Agenzia delle Entrate o di ENEA: l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie e lo sviluppo economico sostenibile, infatti, effettuerà controlli, anche a campione, sulle attestazioni di prestazione energetica relative alla sussistenza delle condizioni di ammissibilità al beneficio, asseverate da professionisti abilitati.

MISE Decreto Ecobonus
(21/08/2018 - Lucia Izzo) Foto: 123rf.com
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