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Fallimento: niente più incarichi a curatori e amministratori "amici"

Approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri il decreto legislativo sulle procedure concorsuali che attua un giro di vite sui rapporti tra giudici e professionisti
giudice tiene bilancia
di Marina Crisafi - Basta incarichi ad amici e parenti. È quanto prevede il decreto legislativo approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, in attuazione della riforma del codice antimafia (legge n. 161/2017). Il provvedimento, approvato su proposta del ministro Orlando, disciplina, nello specifico il regime di incompatibilità degli amministratori giudiziari, dei loro coadiutori, dei curatori fallimentari e degli altri organi delle procedure concorsuali.

Stop incarichi ad amici e parenti

In attuazione dei criteri fissati dalla legge delega, dunque, spiega il comunicato di palazzo Chigi, viene sancita l'incompatibilità delle suddette figure "per rapporti di parentela, affinità, convivenza e, comunque, assidua frequentazione con magistrati addetti all'ufficio giudiziario al quale appartiene il magistrato che conferisce l'incarico". Viene affidata al presidente della corte d'appello la vigilanza sulle nomine ai predetti incarichi, conferite a soggetti che abbiano con i magistrati del distretto giudiziario, in cui ha sede l'ufficio titolare del procedimento, rapporti di parentela, affinità, coniugio o frequentazione assidua. Il testo approvato tiene conto dei pareri espressi dalle commissioni parlamentari.

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(16/05/2018 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com

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