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Iscritti gestione separata: arriva la maternitÓ per adozione o affidamento

I lavoratori e le lavoratrici potranno fruire dell'indennitÓ di maternitÓ e di paternitÓ a prescindere dall'etÓ del minore all'atto dell'adozione o affido preadottivo
Mamma con il suo bambino
di Lucia Izzo - Finalmente operativa l'indennitÓ di maternitÓ e paternitÓ nei casi di adozione o affidamento preadottivo per i lavoratori iscritti alla Gestione separata. ╚ l'INPS, con la Circolare n. 66/2018 (qui sotto allegata) ad averne dettato le condizioni e le modalitÓ di fruizione.

Si tratta, in realtÓ, di un diritto giÓ introdotto da due anni dal decreto ministeriale del 24 febbraio 2016 il quale ha stabilito che i lavoratori iscritti alla Gestione separata, genitori adottivi o affidatari, avrebbero potuto fruire dell'indennitÓ di maternitÓ, pari a 5 mesi, a prescindere dall'etÓ del minore al momento dell'adozione o dell'affidamento preadottivo.

Inoltre, nei casi di adozione o affidamento preadottivo internazionale, Ŕ stata riconosciuta ai lavoratori la possibilitÓ di utilizzare il periodo indennizzabile anche per i periodi di permanenza all'estero certificati dall'Ente autorizzato a curare la procedura di adozione.

IndennitÓ di maternitÓ: le novitÓ della riforma

La riforma, entrata in vigore a decorrere dal 20/4/2016, ha introdotto diverse novitÓ: per i casi di adozione e affidamento preadottivo nazionale, si Ŕ prevista la possibilitÓ di chiedere l'indennitÓ di maternitÓ anche per i minori di etÓ superiore ai 6 anni al momento dell'adozione o dell'affidamento preadottivo.

Invece, per i casi di adozione e affidamento preadottivo internazionale, Ŕ stata stabilita la decorrenza del periodo indennizzabile dall'ingresso del minore in Italia (non pi¨ dall'ingresso in famiglia), con possibilitÓ di fruire di tale periodo anche prima dell'ingresso, ossia nei casi di permanenza all'estero finalizzata all'incontro con il minore ed agli adempimenti correlati alla procedura di adozione.

La riforma del 2016, invece, nulla ha innovato in materia di affidamenti non preadottivi per i quali, dunque, i lavoratori non potranno fruire della tutela di maternitÓ/paternitÓ.

Adozione o affidamento preadottivo nazionale

La lavoratrice iscritta alla Gestione separata, in presenza dei requisiti di legge, avrÓ diritto all'indennitÓ di maternitÓ per i 5mesi decorrenti dalla data di ingresso del minore in famiglia: la riforma, ha eliminato il limite di etÓ previsto in precedenza, quindi, per gli ingressi in famiglia verificatisi a partire dal 20 aprile 2016, l'indennitÓ di maternitÓ, accertati tutti gli altri requisiti di legge, Ŕ corrisposta anche per i minori adottati/affidati che hanno pi¨ di 6 anni di etÓ.

Il trattamento economico, analogamente a quanto previsto per le lavoratrici dipendenti, spetta per l'intero periodo, anche se durante la fruizione dello stesso il minore raggiunga la maggiore etÓ.

Adozione o affidamento preadottivo internazionale

Quanto ai casi di adozione o affidamento preadottivo internazionale, le lavoratrici iscritte alla Gestione separata avranno, invece, diritto all'indennitÓ di maternitÓ per un periodo pari a 5 mesi e un giorno, a prescindere dall'etÓ del minore all'atto dell'adozione o dell'affidamento.

L'indennitÓ sarÓ corrisposta per l'intera durata del periodo di maternitÓ anche nel caso in cui, dopo l'adozione/affidamento, il minore raggiunga la maggiore etÓ durante il periodo indennizzabile.

Con la riforma, sono state estese alle lavoratrici in argomento le modalitÓ di fruizione previste per le lavoratrici dipendenti dal T.U. sulla maternitÓ e paternitÓ: pertanto, anche per le lavoratrici iscritte alla Gestione separata, il periodo indennizzabile (pari a cinque mesi e un giorno) per adozione/affidamento preadottivo internazionale decorrerÓ dall'ingresso in Italia (non pi¨ in famiglia) del minore.

Adozione/affidamento preadottivo: l'indennitÓ di paternitÓ

La riforma troverÓ applicazione anche con riferimento ai padri lavoratori iscritti alla Gestione separata, i quali, come noto, hanno diritto all'indennitÓ di paternitÓ per i periodi indennizzabili non fruiti dalla lavoratrice madre nei seguenti casi previsti dall'articolo 3 del D.M. 4 aprile 2002:
- morte o grave infermitÓ della madre;
- abbandono del figlio o affidamento esclusivo del figlio al padre;
- rinuncia della madre lavoratrice all'indennitÓ (rinuncia possibile nei soli casi di
adozione/affidamento).

In presenta di tali eventi, il diritto all'indennitÓ sarÓ riconosciuto ai padri alle stesse condizioni previste per le madri lavoratrici iscritte alla Gestione separata.

Regime fiscale della prestazione

L'indennitÓ in questione, percepita in sostituzione di una delle categorie di reddito indicate nel primo comma dell'articolo 6 del TUIR, costituirÓ reddito della stessa categoria di quello sostituito, come previsto dal comma 2 del medesimo articolo.

Pertanto, l'INPS sarÓ tenuto a operare, all'atto del pagamento, la ritenuta alla fonte con l'applicazione delle aliquote (ex art. 11 TUIR), il riconoscimento delle detrazioni d'imposta (art. 13 TUIR) e il riconoscimento delle eventuali detrazioni per carichi di famiglia (art. 12 TUIR) se richieste, fermo restando che se il reddito sostituito Ŕ esente, anche l'indennitÓ in oggetto Ŕ esente.
INPS, Circolare n. 66/2018
(22/04/2018 - Lucia Izzo) Foto: 123rf.com
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