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Congedo parentale: premio di 400 euro alla mamma se lo prende il papà

La sperimentazione è stata avviata dalla regione Piemonte e l'esempio potrebbe essere mutuato in tutta Italia
padre che abbraccia i suoi tre figli

di Gabriella Lax - Il papà prende il congedo parentale per prendersi cura del figli appena nato e la moglie riceve 400 euro. A sperimentare questa situazione è stata, come riporta il Corriere, la Regione Piemonte, peraltro non nuova a questo tipo di iniziative. Già da anni erano state fatte numerose sperimentazioni: sempre la Regione, nel 2011, aveva sperimentato il "Bonus per i papà in congedo" ovvero 400 euro al mese dopo la nascita del figlio, per i papà che decidevano di rimanere a casa ad accudire il neonato, 400 euro in più in busta paga rispetto a quanto erogato dall'Inps per il congedo parentale. In quel caso il progetto era stato finanziato dalla Regione Piemonte con la somma di 200mila euro ed era destinato ai lavoratori dipendenti del settore privato.

Papà in congedo parentale e 400 euro in più alle mamme, la ratio

Quale la ratio per i 400 euro in più nel portafoglio delle mamme se a casa resta il papà? Sicuramente c'è il tentativo di perequazione all'interno della coppia, considerato che i papà guadagnano più delle mamme e quindi ci sarebbe una perdita dal punto di vista economico. Un tentativo dunque per favorire il "gioco di squadra" nell'ambito dei ruoli dei coniugi.

Bonus 400 euro congedo parentale padre, come funziona?

Secondo l'esperimento, l'incentivo, valido anche in caso di adozione o affidamento, viene conferito in un'unica soluzione a lavoratrici dipendenti del settore privato, a lavoratrici autonome e titolari o socie di micro imprese, alla fine del congedo parentale del padre. Si tratta di 400 euro erogate per ogni mese in cui il padre ha usufruito del congedo, fino al 12simo mese di vita del bambino. In caso di nuclei monoparentali composti dalla sola mamma, invece, l'incentivo, in questo caso di 500 euro, viene riconosciuto, al termine del congedo di maternità o parentale, a fronte del suo ritorno al lavoro, fino al 12esimo mese di vita del bambino (18esimo nel caso di minori in situazione di grave disabilità).

E' chiaro che se l'esperimento piemontese dovesse risultare vincente potrebbe essere esteso ad altre regioni del Paese.

(19/02/2018 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com

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