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Bollette: attenzione alla truffa del Pod

Cosa fare e come difendersi dal vincolo di contratti della luce mai sottoscritti
uomo con naso di Pinocchio propone contratto falso al telefono

di Valeria Zeppilli – Tra le truffe che colpiscono più frequentemente gli italiani, negli ultimi tempi, particolare rilievo ha assunto la cosiddetta "truffa del POD".

Il Pod

Il Pod (Point of delivery), per chi non lo sapesse, è il codice che identifica l'utenza di energia elettrica di una determinata persona. Esso, solitamente, è riportato nella parte superiore della bolletta della luce e rappresenta un dato molto importante per i truffatori che, dopo averlo carpito all'utente, lo utilizzano per intestargli un nuovo, diverso e in genere più oneroso contratto di fornitura di energia.

Truffa al telefono o porta a porta

Le vittime della truffa del POD vengono di solito contattate telefonicamente da un soggetto che si qualifica come un operatore di call center di una determinata compagnia e che, fingendo di aver bisogno di chiarimenti, chiede al malcapitato di fornirgli il codice POD per fare un controllo, sistemare un immaginario inconveniente e, magari, applicare una tariffa più conveniente.

Altre volte, la truffa viene perpetrata porta a porta, da parte di giovani garbati e sorridenti che, mostrando un dubbio cartellino di riconoscimento, tentano di carpire le medesime informazioni chiedendo di visionare l'ultima bolletta della luce per poter valutare la possibilità per l'utente di accedere a una tariffa più vantaggiosa.

Come difendersi

In entrambi i casi, è sempre opportuno non comunicare il POD e non consegnare la vecchia bolletta. Già la circostanza che venga richiesto il POD, infatti, è un campanello d'allarme da non trascurare: il proprio fornitore di energia elettrica è sempre a conoscenza di tale codice.

È assolutamente sconsigliato, poi, sottoscrivere una qualsivoglia offerta ogniqualvolta si è in presenza di situazioni dubbie come quelle appena rappresentate. Al telefono, inoltre, bisogna evitare di pronunciare la parola "sì" che viene poi spesso utilizzata, con un abile copia e incolla, come risposta di assenso alla stipula di un contratto che, in realtà, non è mai stato sottoposto all'attenzione del contraente o che il contraente non ha mai accettato.

Infine, andrebbe immediatamente contattato il proprio fornitore per segnalare l'accaduto.

Se poi, malauguratamente, si rimane vittima della truffa del POD, la segnalazione va fatta al vecchio fornitore, al nuovo fornitore e alla polizia, che saprà orientare il malcapitato sulle mosse da compiere per evitare ulteriori raggiri e ristabilire la "legalità".

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(12/02/2018 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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