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Avvocati: il 39% delle persone che lavorano negli studi legali sarà sostituito dall'intelligenza artificiale

I dati della ricerca di Deloitte Insight profetizzano che nei prossimi 10 anni la lawtech, farà scomparire oltre 110mila posti di lavoro nel settore legale
robot che aiuta avvocato donna in studio

di Gabriella Lax - Intelligenze artificiali in grado di automatizzare i lavori di routine negli studi legali, oppure di setacciare i "big data" per preparare le cause o raccogliere informazioni di vario genere. E' l'intelligenza artificiale il futuro per gli avvocati, ma anche per notai o commercialisti. La cosiddetta lawtech, la rivoluzione tecnologica. Le vittime, saranno gli esseri umani, in carne ed ossa, sostituiti dalle intelligenze artificiali.

Avvocati: negli studi legali il 39% rimpiazzato da IA: la ricerca

Come ha profetizzato una ricerca di Deloitte Insight, riportata dal Sole 24 Ore, nei prossimi 10 anni si assisterà alla scomparsa di oltre 110mila posti di lavoro nel settore legale, che rappresentano il 39% del totale. Certo ne saranno creati degli altri, tuttavia esiste il problema del disallineamento tra le figure professionali formate nelle università e quelle (con curriculum più ad ampio respiro) di cui gli studi legali hanno effettivamente bisogno. Ma i robot sono bravi anche nell'ambito legale a sostituire le azioni di routine negli studi legali. Anche se difettano di doti prettamente umane come empatia, creatività e flessibilità.

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Le intelligenze artificiali al servizio degli studi legali

Gli esempi d intelligenza artificiale presenti negli studi legali sono tanti: partiamo da Ravn, un'intelligenza artificiale capace di "leggere" migliaia di documenti in tempo reale e organizzare i contenuti secondo la chiave di analisi prescelta. Si tratta di un hi-tech sartoriale, necessaria per i tanti documenti da consultare negli studi legali. Viene utilizzato anche da società come Sky e Bloomberg.

Nel 2016 un altro colosso legale, Allen & Overy, si è alleato con Deloitte, per far nascere MarginMatrix, un software che gestisce per conto delle banche i nuovi processi di compliance introdotti sul mercato dei derivati over-the-counter: in tre minuti l'intelligenza artificiale prepara documenti richiedevano tre ore di lavoro di un avvocato in carne ed ossa.

E ancora il colosso legale britannico Linklaters, insieme alla startup londinese Eigen Technologies ha creato un device chiamato LinkRFI: si tratta di un software che setaccia per conto di banche del calibro di Lloyds Banking o RBS i registri delle autorità di regolamentazione finanziaria europee per controllare migliaia di nominativi in tempo reale e con molta precisione.

(09/02/2018 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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