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Cani randagi e pulizie negli ospedali per la messa alla prova

Attività connesse al randagismo e altri lavori di pubblica utilità nella convenzione firmata tra il ministero della giustizia e l'ente nazionale protezione animali
cane maltrattato chiuso in canile

di Gabriella Lax - Attività connesse al randagismo o ancora un aiuto per le pulizie negli ospedali. E' quanto prevede la convenzione per lo svolgimento di lavori di pubblica utilità, in favore della collettività, per gli imputati che ne fanno richiesta, firmata in questi giorni dal ministro della Giustizia Andrea Orlando e dalla presidente dell'Ente Nazionale Protezione Animali, Carla Rocchi.

Messa alla prova: 300 posti per cura canili e pulizie ospedali

Si tratta di 300 posti messi a disposizione per quei soggetti imputati (rientranti nelle previsioni dell'articolo 168-bis, 1° comma, del codice penale, che chiedano al giudice la sospensione del processo con messa alla prova.

È un'attività non retribuita che, come riporta il sito dell'Enpa, «è volta all'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato commesso e al ristoro della società, potrà essere prestata nelle sedi locali dell'Ente, complessivamente 45 e con il compito di aggiornare costantemente gli Uffici dell'esecuzione penale esterna (UEPE) e i Tribunali circa il numero di posti disponibili».

Le attività «potranno riguardare la tutela del patrimonio ambientale nel suo complesso, la prevenzione degli incendi, la protezione della flora e della fauna, comprese le attività connesse al randagismo degli animali; la manutenzione e la fruizione di immobili e servizi pubblici, come ospedali, case di cura, beni del demanio e del patrimonio pubblico, ad esclusione di quelli utilizzati dalle Forze Armate e dalle Forze di Polizia».

A seguire le modalità dello svolgimento dell'attività saranno dettagliate nel programma e nell'ordinanza di ammissione alla prova; toccherà all'ENPA l'obbligo di comunicare all'UEPE il nominativo dei referenti, incaricati di coordinare le prestazioni lavorative e di fornire al termine del periodo previsto, informazioni sull'assolvimento degli obblighi dell'imputato.

La convenzione ha la durata di 5 anni, potendo essere rinnovata previa intesa tra le parti.

https://www.studiocataldi.it/articoli/25623-la-messa-alla-prova.asp

(17/12/2017 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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