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Pensioni: la proposta del governo in 7 punti

Costerà 300 milioni la proposta del governo sul fronte pensioni. Dallo stop all''''aumento dell''età per 15 categorie al nuovo meccanismo di calcolo, le novità
salvadanaio con dietro lavagna che segna risparmio per la pensione

di Gabriella Lax - Per le pensioni la proposta del governo si snoda in sette punti e costerà 300 milioni.

Ad illustrare la proposta ai sindacalisti di Cgil Cisl e Uil è stato il premier Paolo Gentiloni che ha chiarito, come riporta Adnkronos: «Ci sono le condizioni per dare un messaggio positivo di collaborazione tra governo e sindacati – ed ha aggiunto - credo che sia stato fatto un buon lavoro. Nelle condizioni date il governo mette in campo un impegno finanziario importante. Ci sono le condizioni per dare un messaggio positivo al Paese, mi auguro che si possano concretizzare».

Pensioni, i sette punti della proposta del governo

Dallo stop, dal 2019, dell''aumento a 67 anni dell''età, per 15 categorie di lavori gravosi già individuate fino ad un nuovo meccanismo di calcolo dell''aspettativa di vita per uno scatto più soft dal 2021 vanno le novità che il governo ha condiviso coi sindacati.

Per essere compresi nella platea basteranno 30 anni di contributi, mentre bisognerà aver svolto i lavori gravosi per almeno sette anni negli ultimi dieci di attività lavorativa. Cambiamenti rispetto all''ipotesi che prevedeva 36 anni di contributi e sei anni di lavoro nell''arco degli ultimi sette.

Per il resto, in particolare, c''è l''ok all''istituzione di una commissione di studio (formata da rappresentanti di Inps, Inail, Istat e ministeri del Lavoro e della Salute) sulla gravosità delle occupazioni che valuti la classificazione tra previdenza ed assistenza ai fini di una migliore separazione; è prevista la revisione del meccanismo di calcolo dell''aspettativa di vita sulla base della media e non delle differenze di picco; ci sarà sostegno alla previdenza integrativa dei lavoratori pubblici; ed ancora il miglioramento del fondo di integrazione salariale; il riutilizzo delle risorse dell''ape sociale nel 2018 e delle risorse dei precoci per 2018. Per queste due ultime categorie si tiene in considerazione il fatto che nel 2017 non sono state esaurite le risorse disponibili (nemmeno dopo il riesame, ancora in corso, di molte domande inizialmente scartate), dunque si prevede l''uso di fondi per allungare al 31 dicembre 2019 la possibilità di utilizzo proprio di Ae sociale e pensioni anticipata precoci.

Pensioni, le reazioni

Per il ministro del Lavoro Giuliano Poletti non cambierà il meccanismo dell''adeguamento: «Abbiamo ribadito la convinzione del governo che il collegamento dell''età pensionabile all''aspettativa di vita è un pilastro del sistema previdenziale e va salvaguardato».

Insoddisfatta si è detta la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso in relazione all''aspettativa di vita e la platea degli esentati da quota 67 avanzate dal governo. «Sono insufficienti – evidenzia Camusso - le distanze sono ancora molto significative e le proposte fatte oggi non delineano una facile soluzione».

Si tratta comunque di un incontro di massima da perfezionare. In particolare, le sigle sindacali, spingono per un allargamento della platea dei lavori gravosi a cui riconoscere l''esenzione dagli scatti che portano la pensione di vecchiaia a 67 anni dal 2019.

Il nuovo appuntamento coi sindacati è fissato per il prossimo sabato a palazzo Chigi.

(14/11/2017 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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