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Legge elettorale: arriva il Rosatellum-bis

Ecco come funziona il testo base della nuova legge elettorale depositato ieri
Elettore che inserisce la scheda nell'urna

di Gabriella Lax - Forze politiche al lavoro sul "Rosatellum bis". Il nuovo testo è stato depositato dal relatore della legge elettorale, Emanuele Fiano (Pd) in commissione Affari costituzionali della Camera. Il nuovo Rosatellum 2.0 (che prende il nome dal capogruppo dei deputati Pd alla Camera Ettore Rosato), è un sistema su base proporzionale con un correttivo maggioritario.

Il testo è stato poi depositato anche al Senato dai democratici Andrea Marcucci, Roberto Cociancich, Stefano Collina, Franco Mirabelli e Giorgio Pagliari.

La proposta, in sintesi, prevede il 36% dei deputati eletti in collegi uninominali e il 64% con metodo proporzionale. Il lavoro del Pd ha incassato il sì di Ap, Lega Nord e Forza Italia che ha fatto sapere per bocca del capogruppo Renato Brunetta «È un tentativo serio a cui FI dà un primo via libera. Mentre si attende di leggere i contenuti e vedere il calendario ma noi pensiamo che questa nuova proposta possa essere presa in seria considerazione. La proposta dovrebbe prevedere 2/3 di listini proporzionali e 1/3 di componente maggioritaria uninominale – una soluzione compromesso dunque - pensiamo che la legge elettorale debba essere fatta in Parlamento, con il maggior consenso possibile». Contrari invece i Pentastellati e Mdp. In particolare Luigi Di Maio ha commentato «Stanno facendo una legge elettorale per fermare il M5s, in cui Fi e Pd si trovano perché stanno facendo un grande inciucio per arginare il nostro Movimento. Se prendi il 30% dei voti rischi di ottenere solo il 15% dei seggi. E' un meccanismo collaudato per fermarci. Siamo ancora una volta di fronte al partito unico che si organizza contro di noi, perché ha paura. Con questa legge stanno cercando di fare perdere chi vince e vincere chi perde. Si mettono insieme per toglierci i voti».

ROSATELLUM 2.0: LA SCHEDA

Il sistema del Rosatellum 2.0

Il nuovo sistema prevede il 36% di collegi uninominali e il 64% di ripartizione proporzionale, con il divieto di voto disgiunto.

La soglia di sbarramento è del 3% per i singoli partiti e del 10% per le coalizioni. Viene stabilita la quota di genere nella proporzione di 60 a 40, nel senso che nei collegi nessuno dei due generi potrà essere rappresentato in misura superiore al 60%. E i listini nei collegi plurinominali non potranno comprendere più di quattro nomi.

Mai più voto disgiunto

Eliminata l'ipotesi del voto disgiunto, rispetto al Mattarellum che prevedeva due schede diverse per il maggioritario e per il proporzionale. Il Rosatellum prevede una sola scheda: accanto al nome del candidato nel collegio ci saranno i simboli dei partiti che lo sostengono. Mettendo la croce sul simbolo del partito il voto andrà al candidato del collegio e al partito per la parte proporzionale.

Le coalizioni

Col Rosatellum bis tornano attuali le coalizioni. Anche se non si tratta di vere alleanze come era stato per il Mattarellum. In quel caso il simbolo della coalizione era vicino al candidato. Adesso ogni simbolo di partito ha il suo candidato al collegio, il cui nome quindi si ripeterà accanto ad ogni partito che lo sostiene. E non succederà, come per il Porcellum, di prevedere l'indicazione del capo della coalizione.

(22/09/2017 - Gabriella Lax)
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