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Scuola: i prof italiani vogliono gli stessi stipendi dei colleghi europei

Oltre 6mila firme per la petizione online dei docenti italiani che chiedono l'equiparazione del trattamento economico con gli insegnanti europei
insegnante scuola che mostra contratto evoca professore precario che vuole diritti

di Gabriella Lax - Chiedono l'equiparazione del trattamento economico tra docenti italiani ed europei. Tra qualche giorno inizieranno le trattative per il rinnovo dei contratti degli statali dopo circa 8 anni di blocco e gli insegnanti potranno finalmente beneficiare di un aumento dello stipendio. Intanto, però su Change.org è stata lanciata una petizione per l'equiparazione degli stipendi e dell'orario di servizio tra docenti italiani ed un'altra, di cui sono firmatari docenti di ogni ordine e grado, con la quale si chiedono stipendi uguali a quelli dei colleghi europei (qui il testo della petizione) che ha già raggiunto in pochi giorni oltre 6mila firme.

Scuola: gli stipendi più bassi ai docenti italiani

Se si guardano le retribuzioni lorde annue, minime e massime per gli insegnanti della fascia primaria, secondaria inferiore e secondaria superiore ecco i risultati: Italia 23.048 euro; Francia 23.464 euro; Spagna 27.993 euro; Svezia 34.286 euro ed infine Germania con 40.142 euro. Nel nostro Paese, in media, un docente percepisce uno stipendio più basso rispetto a quello riconosciuto dagli altri Paesi europei; a maggior ragione si tratta di una tematica dibattuta, per la quale il Ministero dell'Istruzione dovrà trovare una soluzione. Con questi numeri a confronto i sindacati non possono che condividere la preoccupazione degli insegnanti italiani.

Una firma contro le sperequazioni nel trattamento economico

Su Change.org sono bene illustrati i motivi che spingono a sostenere la petizione: "Vogliamo rivendicare il principio secondo cui è impensabile stare in Europa e assistere ad una sperequazione di trattamento economico tra docenti di nazionalità europee differenti – si legge, infatti - i nostri colleghi Europei lavorano in media in meno di noi italiani, nonostante questo aspetto percepiscono stipendi più alti, non vivono l'incubo del precariato scolastico come accade in Italia, non hanno l'accesso all'insegnamento veicolato dalle classi di concorso, godono di migliori possibilità di crescita professionale e di maggiori condizioni di tutela e promozione della salute così come intesa dall'OMS nel proprio posto di lavoro".

I docenti svolgono un ruolo delicatissimo nella nostra società - rivendicano i firmatari - "un compito di affiancamento ai propri alunni e alle loro famiglie in un processo di crescita, sviluppo e maturazione dell'individuo, hanno poi il compito di essere promotori della cultura del proprio paese e dell'incontro con altre realtà, di accompagnare le future generazioni verso un accrescimento didattico - educativo ma soprattutto verso un accrescimento umano personale e di relazione verso gli altri, quindi il compito di valorizzare l'incontro tra popoli".

Per i docenti promotori della petizione è fondamentale, dunque, "riconoscere un aumento dello stipendio ai docenti italiani portandolo ai livelli di trattamento economico dei colleghi europei". Ciò implicherebbe "da un lato il ripristino di un riconoscimento del valore della professione docente e dall'altro la possibilità per gli stessi d'investire nella formazione continua al fine di migliorare la propria formazione professionale, nell'interesse prioritario verso i propri alunni". E' risaputo inoltre, conclude il testo della petizione online, "che la professione di docente è una delle professioni ad alto rischio di burn out, proprio per la mole di lavoro richiesta e per le pochissime risorse umane ed economiche a cui lo stesso può attingere nel miglioramento, tutela e prevenzione rispetto alla propria condizione con cui il professionista dell'istruzione si confronta".

(17/08/2017 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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