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Riforma giudici di pace: Aiga, senza processo civile telematico si torna al cartaceo

I giovani avvocati chiedono l'estensione del processo telematico anche ai giudici di pace in vista della riforma della magistratura
Giudice con occhiali in mano

di Marina Crisafi - Il processo telematico va esteso anche ai giudici di pace. A chiederlo a gran voce sono i giovani avvocati italiani esprimendo perplessità per la mancata attivazione presso i giudici onorari del Pct, soprattutto in vista dell'attuazione della riforma organica della magistratura onoraria.

La riforma della magistratura onoraria

Il 5 maggio scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, il decreto legislativo, attuativo della legge n. 57/2016, contenente la riforma organica della magistratura onoraria. Tale decreto precisa l'Aiga, "prevede, tra le altre cose, un'estensione della competenza del giudice di pace in materia civile e penale".

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Ciò significa che nel settore civile, continua l'associazione, "il giudice di pace, sarà competente a decidere tutti i contenziosi in materia condominiale che sono anche oggetto di mediazione e le cause avente ad oggetto beni mobili di valore fino a € 30.000,00 mentre per il risarcimento dei danni da circolazione di veicoli e natanti la competenza viene innalzata ad € 50.000,00, aumentando considerevolmente il contenzioso affidato a tali uffici, mentre il settore penale vedrà trasferiti numerosi reati nella propria competenza, tanto da aumentare considerevolmente il carico di lavoro dei predetti uffici".

Giudici di pace, se manca il Pct si torna al cartaceo

Proprio alla luce di tale riforma, dunque, invoca l'Aiga, è necessario avviare il processo di telematizzazione anche presso gli uffici del giudice di pace, dove lo stesso "non è stato ancora attivato in modo univoco - tanto - che attualmente si ricorre al deposito cartaceo".

Il rischio è dunque, di tornare, rincarano i giovani avvocati, "ad esempio, alla gestione cartacea della maggior parte dei decreti ingiuntivi ed in generale delle cause civili". Senza contare che "l'attuale piattaforma informatica appare completamente differente, se non incompatibile, con quella del PCT".

Da qui, la necessità, afferma Antonio Tesoro, Responsabile del Dipartimento nazionale AIGA sul processo telematico, che la riforma sia accompagnata dall'introduzione del processo telematico, in forma univoca nella sola piattaforma PCT anche presso l'ufficio del Giudice di Pace". L'auspicio, inoltre, conclude Tesoro, è che il decreto legislativo "contempli preventivamente l'avvio graduale della telematizzazione processuale presso l'ufficio del Giudice di Pace, l'obbligatorietà del deposito telematico per gli atti introduttivi per una completa informatizzazione del processo e l'individuazione di un termine per il completamento del processo di telematizzazione processuale per tutti gli stati e gradi di giudizio".

(15/05/2017 - Marina Crisafi)
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