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Educazione sessuale a scuola? Per la prof è no

Il dibattito sull'educazione sessuale a scuola accende il web e non solo. La situazione in Europa e in Italia
parole educazione sessuale scritte con gesso su lavagna

di Gabriella Lax - Ancora nel 2017 il tema dell'educazione sessuale a scuola divide l'opinione pubblica. A far discutere è la lettera di una docente di Trento che si professa contraria allo svolgimento di un progetto sull'educazione sessuale. Un corso nel quale agli studenti saranno fornite informazioni sui comportamenti sessuali e sulle loro conseguenze, allo scopo di incentivare i ragazzi a tenere atteggiamenti maturi e responsabili. L'insegnante però non è stata d'accordo ed ha sottolineato «Nella classe di vostro figlio, dove insegno scienze naturali, tra breve verrà proposto un corso di educazione sessuale. Ebbene questo sarà invece un corso d'addestramento sessuale che, frettolosamente ed in modo parziale, viene proposto a scuola. Un fatto che costituisce un'ingerenza inammissibile, una violenza inaccettabile. L'educazione sessuale dei figli spetta soltanto alla famiglia. L'educazione si realizza, gradualmente e pienamente, solo nella famiglia i cui il ragazzo è accolto, allevato ed amato». 

Ma mentre le insegnanti italiane si scandalizzano come funziona nel resto d'Europa? 

Nella maggior parte degli Stati membri, come riporta "Valigiablu.it", questa materia è obbligatoria in Germania dal 1968, in Danimarca, Finlandia e Austria dal 1970, in Francia dal 1998. Fanno eccezione 7 paesi su 24 analizzati: Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia, Romania, Regno Unito (ma nel febbraio del 2015 i parlamentari inglesi hanno chiesto che l'educazione sessuale divenga obbligatoria nella scuola primaria e secondaria) e Italia. Il rapporto "Policies for Sexuality Education in the European Union" (2013) pubblicato dal Dipartimento Direzione generale per le politiche interne del Parlamento Ue, ricorda che «gli esperti hanno affermato in numerosi studi e rapporti che un'educazione sessuale insufficiente porta ad un aumento del tasso di gravidanze in età adolescenziale e a una maggiore quantità di persone che soffrono di Aids e malattie sessualmente trasmissibili». Per questo motivo «l'educazione sessuale dei giovani deve essere considerata come uno strumento appropriato per prevenire questi effetti negativi»

Intanto, a "sopperire" alle carenza educative, ci pensa addirittura Pornhub, nota piattaforma di video porno in rete, che ha deciso di aprire una sezione dedicata alla salute e in particolare un luogo virtuale destinato all'educazione sessuale ("Pornhub Sexual Wellness Center"), in cui ci si può informare sugli argomenti più disparati: dall'anatomia del corpo umano alle malattie sessualmente trasmissibili sino alle nozioni principali riguardanti l'attività riproduttiva. In una nota stampa Corey Price, vice presidente di Pornhub chiarisce «Ospitando quasi 70 milioni di visitatori al giorno, abbiamo voluto fornire ai nostri fan una piattaforma educativa fidata che possano utilizzare come punto di riferimento per informazioni e consigli quando si tratta di sesso». 

La proposta del sito, però, non è stata vista di buon occhio, si è detto infatti che se oggi i giovanissimi hanno una cognizione distorta del sesso e dei rapporti uomo-donna, spesso tendente alla violenza e alla mancanza di intimità affettiva, la colpa va proprio attribuita a siti come Pornhub. 

«La pornografia dovrebbe essere intrattenimento, ma in mancanza di alternative è diventata uno strumento di apprendimento, soprattutto tra i giovani. Secondo voi è normale?». Con queste parole, in Italia, lo stesso attore porno Rocco Siffredi, si era fatto promotore di una petizione online per introdurre l'educazione sessuale obbligatoria a scuola (leggi:"Educazione sessuale nelle scuole: quasi 34mila firme per la petizione di Siffredi"). 

(14/02/2017 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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