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Licenza di porto d'armi: se il giudizio di inaffidabilità è sbagliato scatta il risarcimento danni

Nota di commento alla sentenza del Tar Catania n. 105 del 15.01.2015
Donna con pistola in mano

Avv. Francesco Pandolfi – Attenzione perché più spesso di quanto si creda certi provvedimenti dell'amministrazione hanno, o possono avere, ripercussioni negative notevoli sulla vita delle persone, dando origine in molte occasioni anche a danni risarcibili.

Qui abbiamo uno di questi casi ma, evidentemente, il discorso vale per tutta la più vasta categoria di situazioni analoghe.

Vediamo la sintesi del caso preso ad esempio.

Una guardia particolare giurata autorizzata al porto di pistola chiede l'annullamento del provvedimento con il quale il Prefetto revoca l'approvazione della predetta nomina a guardia giurata (e al porto di pistola).

In buona sostanza, si adombrano sospetti di inaffidabilità sull'interessato.

Indubbiamente un caso delicato, in quanto questo provvedimento incide direttamente sulla posizione lavorativa del ricorrente.

Un caso talmente delicato e particolare che i Magistrati, pur consapevoli della priorità nel nostro Ordinamento del bisogno di prevenzione sull'uso improprio di armi, spiegano che in questa occasione assume una importanza e rilevanza giuridica l'affidamento del ricorrente nella validità giuridica del titolo che gli è stato rilasciato dall'Amministrazione, per il soddisfacimento di esigenze fondamentali.

In altri termini, si è voluto dire che: nel caso in cui l'amministrazione ritenga inaffidabile l'interessato, deve accuratamente accertare e motivare la sospettata inaffidabilità.

Caso vuole che, in occasione del ricorso in commento, non ci sia traccia di questa apposita e necessaria valutazione.

Se queste sono le premesse, andiamo quindi a vedere qual'è l'esito del giudizio.

L'utilità della sentenza

La pronuncia mette in risalto che questo tipo di valutazione non è stata fatta, penalizzando così ingiustamente il ricorrente interessato.

I motivi sono questi:

1) non è stata data la possibilità di proporre le osservazioni secondo la legge 241/90 (le garanzie partecipative),

2) manca nel provvedimento l'autonoma valutazione dei fatti da parte dell'Amministrazione,

3) l'interessato è stato assolto in sede penale con formula piena.

Il risarcimento

Una volta annullato il provvedimento negativo la persona interessata, per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali, passa a dimostrare quanto segue:

4) il collegamento tra provvedimento amministrativo illegittimo ed evento dannoso,

5) la condotta colposa o dolosa dell'amministrazione,

6) l'esistenza di un danno risarcibile.

Ora, nel caso preso ad esempio, il nesso descritto al punto 4 si nota facilmente per il fatto che a causa del provvedimento di revoca emesso dal Prefetto il ricorrente non ha svolto il suo lavoro di guardia giurata.

Inoltre, il comportamento dell'amministrazione non si giustifica per il fatto che le valutazioni scrupolose sulla persona non sono state effettuate.

Infine, il danno risarcibile esiste ed è provato dalla mancata retribuzione per il periodo di sospensione dal servizio.

Cosa fare in casi simili

Proporre il ricorso amministrativo quando si nota chiaramente che la condotta amministrativa è erronea sotto gli aspetti sinteticamente descritti.

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Francesco Pandolfi
E-mail: francesco.pandolfi66@gmail.com - Tel: 328.6090590
Recapiti: Via Giacomo Matteotti 147, 4015 Priverno LT
Si occupa principalmente di Diritto Militare in ambito amministrativo, penale, civile e disciplinare ed è autore di numerose pubblicazioni in materia.
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(17/01/2017 - Avv.Francesco Pandolfi)
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