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Fumo: sì alla sigaretta elettronica in carcere

Le indicazioni contenute nella circolare del Dpartimento dell'Amministrazione Penitenziaria
una sigaretta elettronica

di Marina Crisafi - Via libera alla sigaretta elettronica in carcere, ma soltanto se si tratta di modello monouso e non ricaricabile e se comprata tramite "sopravvitto", ossia in aggiunta alla normale razione di cibo. A dare l'ok al "vaping" per i detenuti è il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, in una circolare diramata in questi giorni dal capo Santi Consolo.

Le direttive del Dap, tese a fornire chiarimenti a seguito delle numerose richieste presentate dai detenuti fumatori, hanno tenuto conto del parere fornito dal ministero della Salute che ha precisato la liceità dell'uso della sigaretta elettronica, con o senza nicotina, nei locali pubblici, aperti al pubblico o nei pubblici uffici.

L'avvio della sperimentazione negli istituti penitenziari ha l'obiettivo di spingere all'uso del vaping in alternativa a quello della sigaretta tradizionale con vantaggi evidenti per la salute sia dei fumatori che dei non fumatori.

Le cig non potranno comunque essere consegnate al detenuto direttamente dai familiari.

Le direttive saranno tempestivamente aggiornate in seguito ad eventuali modifiche alle norme vigenti in materia o per mutate evidenze scientifiche sull'uso della sigaretta elettronica.

(13/12/2016 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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