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Corte Ue: niente costi extra per i servizi post vendita

I costi non possono essere superiori a quelli di una telefonata standard
lavoro  impiegata call center
di Gabriella Lax - Il costo di una telefonata diretta a un numero telefonico di servizio postvendita non dev'essere superiore a quello di una telefonata standard. Così si è espresso l'avvocato generale della Corte di Giustizia europea, Maciej Szpunar, intervenendo in un caso sollevato da un'associazione tedesca per lo sviluppo degli interessi commerciali di associazioni e imprese che faceva pagare a caro prezzo le telefonate post-vendita, per esempio, per informazioni sulla data di consegna. 
Tale servizio, per l'Europa, è già incluso nel prezzo iniziale. Esiste, infatti, una direttiva europea secondo la quale, gli Stati membri devono garantire che, qualora il professionista utilizzi una linea telefonica per essere contattato dal consumatore per telefono in relazione al contratto concluso, il consumatore non sia tenuto a pagare un corrispettivo più elevato della "tariffa di base". 
Dunque, per l'avvocato generale, il costo addebitato al consumatore non deve eccedere quello di una telefonata standard ai costi abituali di mercato. E così i costi addebitati al consumatore non possono essere superiori ai costi abituali che gli sarebbero stati addebitati per una telefonata diretta a un numero fisso (geografico) o a un numero di cellulare standard. 
L'addebito di un prezzo superiore a quello di una telefonata verso un numero telefonico standard, a causa dei costi supplementari che comporta, potrebbe dissuadere i consumatori dal contattare il professionista. 
Il caso, com'è evidente, accende un importante faro su una pratica poco corretta che riguarda moltissimi consumatori, visto che spesso non c'è altro modo di comunicare con le società che vendono servizi, se non attraverso numeri a pagamento. 
(13/11/2016 - Gabriella Lax)
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