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Asili aperti la sera per lasciare liberi i genitori

L'idea è di alcuni comuni della Brianza, ma potrebbe essere mutuata in tutta Italia
coppia che si viene incontro esultando
di Gabriella Lax - Asili nido aperti la sera per lasciare tempo libero ai genitori. A fare da apripista alla sperimentazione ci pensano undici comuni della Brianza, ai quali, a ruota, potrebbe seguire anche quello di Milano. L'idea è semplice: asili nido aperti di sera almeno una volta al mese (magari il venerdì) per consentire ai genitori, anche di bambini molto piccoli, di ritrovare del tempo per sé, senza necessità di affidare il proprio figlio a una babysitter. In soccorso arriverebbero gli educatori che già di giorno si occupano degli stessi bambini. Un'innovazione che andrebbe di pari passo con la legittimazione di un bisogno dei genitori, ancora spesso visto come una colpa. Dopo la nascita del bambino, di solito si ritorna alla routine lavorativa molto presto e, proprio per questo, si fa fatica invece a ricominciare ad avere una vita sociale autonoma. Non tutti i genitori hanno la possibilità di avere nonni che possano sostenerli ed aiutarli. Da qui la difficoltà di ritagliarsi anche quelle poche ore di svago per una serata al cinema o per una pizza. 
Aldilà delle "buone intenzioni", la decisione dei comuni brianzoli, però, sta già facendo discutere. I primi a mettersi di traverso sono i sindacati, che hanno concentrato i loro attacchi sull'inapplicabilità della proposta, anzitutto, per problemi di personale. Nonostante le stabilizzazioni di una parte di lavoratori del settore il problema è sostanzialmente quello dei costi e non può di certo essere una priorità utlizzare il denaro pubblico per garantire ai genitori un'uscita il venerdì sera. 
L'innovazione tuttavia sta nella cura di interessi (fino al momento non presi in considerazione) che potrebbero contribuire a rendere più elastici alcuni servizi. L'opportunità insomma è interessante e da valutare. C'è da studiare, di fondo, la sostenibilità economica, la disponibilità delle educatrici e, ovviamente, l'equilibrio dei bambini. E l'idea, intanto, previe le opportune disponibilità, potrebbe essere presa ad esempio da altri comuni italiani. 
(09/11/2016 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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