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Avvocati: 6 mesi per pagare le cause seriali e onorario unico

La legge di bilancio allunga i tempi e la procedura per ottenere dalla P.A. la liquidazione delle somme nei contenziosi seriali
avvocato con orologio che segna tempo guadagni
di Lucia Izzo - Si allungano i tempi per ottenere dalla Pubblica Amministrazione i pagamenti in caso di perdita di una causa seriale. Le nuove regole per l'esecuzione forzata in caso di contenzioso seriale sono previste dalla bozza di legge di bilancio 2017 (qui sotto allegata), che concede all'ente pubblico per eseguire la sentenza (ossia, per liquidare le somme di denaro previste nel dispositivo) ben sei mesi, il triplo rispetto a quanto stabilito dall'articolo 14 del decreto legge 669/1996 (legge 30/1997).

Cause seriali

Se la legge prevede che le amministrazioni abbiano un termine di 120 giorni per pagare le somme in caso siano stati condannati da sentenza o lodo arbitrale, la manovra economica 2017 aggiunge un nuovo art. 14-bis, dopo l'articolo 14 del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30-

Il termine è sostanzialmente esteso a sei mesi nei casi di esecuzione di titoli giurisdizionali pronunciati in cause seriale, ossia in favore di una pluralità di soggetti nell'ambito di contenziosi seriali per omogeneità delle posizioni o identità delle questioni.

Non solo il pagamento resta "fermo" per sei mesi, ma il creditore, al fine di riceverlo, deve seguire una determinata procedura: costui deve rilasciare all'amministrazione debitrice una dichiarazione attestante la mancata riscossione di somme per il medesimo titolo e l'eventuale esercizio di altre azioni giudiziarie per lo stesso credito e indicare gli estremi per il pagamento mediante versamento su conto corrente bancario, allegando copia di un documento d'identità e copia del codice fiscale.

Si rischia, tuttavia, la sospensione del termine in caso di presentazione di dichiarazione incompleta o irregolare: in tal caso, infatti, l'amministrazione debitrice, entro venti giorni dalla data di ricezione, ne dà comunicazione al creditore e, da tale data e fino ad avvenuta regolarizzazione il termine è sospeso.

Ciò avviene anche nel caso in cui l'amministrazione ravvisi errore materiale nella pronuncia di condanna: dopo averlo comunicato al creditore ai fini dell'attivazione del procedimento giudiziale di correzione, il termine resta sospeso e riprende a decorrere dalla data in cui l'amministrazione ha conoscenza legale del provvedimento che definisce il procedimento di correzione, sempre che siano stati correttamente assolti gli altri obblighi di comunicazione.

In sostanza, nel processo di esecuzione forzata, anche in corso, non può essere disposto il pagamento in caso di mancato, incompleto o irregolare adempimento degli obblighi di comunicazione.

Gli onorari

Il disegno di legge prevede altresì nuove regole anche per quanto riguarda l'onorario del difensore coinvolto nelle cause seriali: nei giudizi contenziosi summenzionati, si legge nella bozza, l'onorario a favore del difensore delle parti, pubbliche o private, sia in caso di liquidazione che di compensazione delle spese di lite, è unico, parametrato al valore minimo previsto dai vigenti parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense e può essere aumentato del 20 per cento per ogni parte difesa oltre la prima e del 5 per cento per ogni parte difesa oltre le prime dieci, fino ad un massimo di venti.
Bozza Legge di Bilancio 2017
(28/10/2016 - Lucia Izzo) Foto: 123rf.com
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