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Incidenti stradali: colpa al 50% anche se in istruttoria è emersa la responsabilità di un conducente

Per la Corte d'Appello di Lecce, l'altro potrà andare esente dalla colpa presunta soltanto se il giudice accerta che la sua condotta è immune da censure
Conducente di un auto con espressione terrorizzata
di Lucia Izzo - In occasione di un sinistro stradale, anche se dall'istruttoria è emersa la responsabilità di uno dei conducenti, il giudice deve comunque accertare che la condotta di guida dell'altro automobilista coinvolto sia immune da censure, altrimenti l'incidente sarà rimproverabile ad entrambi.

Lo ha stabilito la Corte d'Appello di Lecce, prima sezione civile, nella sentenza 1660/2016, che ha così rigettato le domande avanzate dalle compagnie assicurative di due automobilisti coinvolti in un incidente di cui l'istruttoria ricostruisce chiaramente la dinamica: il primo conducente, sopraggiunto all'incrocio, avanzava di qualche centimetro in quanto la visuale era coperta da cassonetti della spazzatura; tuttavia, in quel momento veniva investito da altra vettura che era sopraggiunta a forte velocità.

Condividendo la decisione del primo giudice, la Corte territoriale precisa che la presunzione di concorso di colpa, in pari grado a carico dei due automobilisti, ai sensi dell'art. 2054 c.c., rappresenta un "criterio di distribuzione della responsabilità che il giudice è tenuto ad applicare se l'istruttoria non abbia consentito di accertare le specifiche modalità del sinistro e l'incidenza e la misura delle singole condotte colpose".

Ciò significa che anche laddove sia emersa la responsabilità di uno dei conducenti, anche per omissione di precedenza o invasione di corsia opposta, il giudice dovrà accertare che il comportamento di guida dell'antagonista sia immune da censure, altrimenti deve presumersi il contributo causale di quest'ultimo.

Per evitare l'addebito, si rende necessaria una prova liberatoria dell'altro guidatore, ossia dimostrare di aver fatto il possibile per evitare il sinistro: non basta, a tal fine, la sola prova della condotta negligente dell'altro conducente, ma è necessario anche dimostrare di aver tenuto un comportamento diligente, esente da colpa e rispettoso delle regole che disciplinano la circolazione dei veicoli. Cosa non avvenuta nel caso di specie dove, nonostante l'omissione di precedenza del conducente in prossimità dell'incrocio, l'altro automobilista proveniente da destra ha impegnato l'incrocio a forte velocità.
(18/10/2016 - Lucia Izzo)
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