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Marinare la scuola? Impossibile con il badge per gli studenti

Lo strumento è stato adottato da un liceo di Belluno e da altre scuole del Nord Italia e potrebbe estendersi al resto del Paese
Ragazzi in gita scolastica su un autobus

di Gabriella Lax - Marinare la scuola senza essere scoperti potrebbe diventare molto presto un'impresa impossibile per molti studenti a causa del badge scolastico. A Belluno, ai licei Renier (indirizzi linguistico, musicale, scienze umane e economico sociale) è partito in via sperimentale l'utilizzo del bagde da "timbrare" entro le 8.05 per gli studenti, in tutto circa ottocento. In questo modo le famiglie di ritardatari e assenteisti vengono avvisate in tempo reale tramite un sistema collegato al registro elettronico presente in ogni classe. Il dispositivo è stato adottato anche da altre scuole del Nord Italia. 

La ratio del sistema dei "varchi elettronici" è rendere più veloce l'appello e garantire un tempo maggiore per la didattica. In questo modo, a parte i primi giorni di rodaggio (e le code che si sono verificate) in cui gli insegnanti in aula rileveranno ancora le presenze su supporto cartaceo per testare il sistema si arriverà poi a far lavorare solo il software legato al badge, senza errori e con un aggiornamento in tempo reale. 

L'esperimento rientra in un più complesso programma di intensa digitalizzazione, implementando anche la comunicazione biunivoca con le famiglie. La registrazione dell'assenza non vale per gli alunni che non entrano in classe da assenti giustificati ovvero perché partecipano ad uno stage, ad una gita o ad un'uscita didattica. Insomma col benestare da parte della scuola. In questo caso, comunque, i genitori vengono preventivamente avvisati. Al momento è comunque prevista una certa tolleranza che tiene conto sia delle modalità di arrivo degli studenti (in genere, in grandi gruppi che scendono dai bus) sia dei rischi di ritardi dovuti a problemi di viabilità per i mezzi collettivi, specie d'inverno con la neve o con il maltempo. 

La novità scolastica è partita dal Veneto ma non è detto quindi che, in caso di buoni risultati, non possa essere estesa ad altre realtà del Paese. 

(12/10/2016 - Gabriella Lax)
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