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Corte dei conti: via libera alla riforma. Tutte le novità e i testi in allegato

Sì definitivo del Governo anche al taglio di 5mila partecipate e al Codice dell'amministrazione digitale
giudice contabile che tocca con dito bilancia

di Marina Crisafi – Ok definitivo alla riforma della Corte dei Conti, con l'attribuzione di nuovi poteri di vigilanza sull'esecuzione delle sentenze al pm senza responsabilità diretta, al c.d. taglia partecipate e al codice dell'amministrazione digitale. Sono questi i tre provvedimenti approvati ieri dal Consiglio dei ministri in attuazione della riforma Madia. Grande assente invece il decreto sui dirigenti rinviato, insieme ai decreti su camere di commercio ed enti di ricerca, a dopo la pausa estiva.

Ecco nel dettaglio le novità:

Al via il Codice della giustizia contabile

Il primo dei decreti approvati in via definitiva dal Cdm ieri è relativo alla riforma della corte dei conti, e nello specifico al codice di giustizia contabile, adottato nell'ambito della legge delega n. 124/2015. Nel codice, vengono racchiuse le disposizioni processuali di tutte le tipologie di giudizi che si svolgono davanti alla Corte dei conti: dalla responsabilità erariale a quelli sanzionatori e pensionistici.

Il codice non rappresenta una mera raccolta e sistematizzazione delle norme esistenti, ma contiene molte novità, soprattutto sul fronte dei giudizi di responsabilità per danno erariale. Nello stesso, infatti, sono stati recepiti i principi del "giusto processo" e della parità delle parti. Ad essere disciplinati sono altresì i poteri del pm, "al quale si chiede di svolgere attività di indagine non solo per provare gli elementi costitutivi della responsabilità erariale, ma anche per accertare gli elementi che escludono tale responsabilità". Tra le altre novità rilevano: l'obbligo di motivazione degli atti istruttori e l'introduzione, in difetto, di una specifica causa di nullità; la valorizzazione delle tutele difensive sin dalla fase istruttoria; l'introduzione di riti alternativi e semplificati, con il fine di ridurre il contenzioso senza trascurare le finalità risarcitorie, e di norme tese a rendere più certa l'esecuzione delle sentenze di condanna.

Nel dettaglio, gli elementi più significativi riguardano: l'arricchimento di contenuti informativi dell'invito a dedurre (cioè dell'atto tipico attraverso il quale un presunto responsabile è reso edotto del fatto che è stata effettuata un'indagine per danno erariale) al fine di consentire al destinatario di comprendere le contestazioni a suo carico e preparare la propria difesa; il diritto della parte di essere sentita con l'assistenza dell'avvocato e di accedere a tutti gli atti del fascicolo istruttorio; l'accesso agli atti a fini di verifica del pm su tutti i siti delle amministrazioni pubbliche.

In sintesi, l'obiettivo della riforma è quello di rendere il processo contabile, sino ad oggi disciplinato da norme risalenti agli anni trenta, più celere e permeato dal principio del giusto processo, rafforzando al contempo le garanzie della difesa, senza perdere di vista l'interesse pubblico al ristoro del danno erariale e al contrasto agli sprechi e alla corruzione.

5mila partecipate in meno entro 6 mesi

Arriva al traguardo anche la riforma delle partecipate con l'approvazione definitiva del decreto legislativo che fissa i parametri per distinguere le società pubbliche che potranno continuare ad operare da quelle che invece dovranno essere chiuse (qui sotto allegato).

Nello specifico, il testo unico approvato riduce drasticamente le partecipate, con particolare riferimento alle "scatole vuote, alle società inattive, alle micro e a quelle che non producono servizi indispensabili alla collettività". Ad essere previsto è un doppio meccanismo di attuazione: da una parte, entro 6 mesi, sarà effettuata la revisione straordinaria che porterà alla cancellazione di almeno 5mila partecipate; dall'altra, entro il 2018, scatteranno gli obblighi di razionalizzazione (sotto il profilo dei requisiti, degli ambiti di attività, compensi amministratori, ecc.) per evitare che i "carrozzoni" cancellati vengano ricostituiti.

Ok alla riforma del Codice dell'amministrazione digitale

A trovare approvazione definitiva ieri è stato anche il decreto attuativo di riforma del Codice dell'amministrazione digitale (qui sotto allegato), la cui approvazione ha di fatto però l'effetto concreto di cancellare la scadenza prevista domani per l'addio alla carta, nell'attesa che siano pronte le nuove regole tecniche (leggi: "PA: dal 12 agosto atti pubblici solo telematici"). 


Nel dettaglio, il cambiamento strutturale del rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione – scrive il governo – "è affidato a un'identità digitale, attraverso cui accedere e utilizzare i servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni, e al domicilio digitale (SPID), in collegamento con l'anagrafe della popolazione residente". SPID sarà l'identificativo con cui un cittadino si farà riconoscere dalla pubblica amministrazione, mentre il domicilio digitale sarà l'indirizzo online al quale potrà essere raggiunto dalle pubbliche amministrazioni.

Decreto partecipate
Decreto Cad
(11/08/2016 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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