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Internet: ok della Camera alla prima legge italiana sulla libertà della rete

Approvata dalla Commissione Trasporti e Tlc la proposta di legge sulla net neutrality. Ora parola al Senato per il sì definitivo
donna seduta su una nuvola concetto di internet libero

di Marina Crisafi – Garantire la libertà degli utenti nella rete, con la possibilità di reperire liberamente i contenuti, le applicazioni e i servizi su ogni piattaforma, senza condizionamenti da parte dei gestori. E' questo lo scopo della proposta di legge (primo firmatario il deputato del Gruppo Misto Stefano Quintarelli), sulla neutralità di Internet e sulla concorrenza in rete, che ha ricevuto oggi l'ok unanime della Camera con 27 voti a favore su 27 presenti. Il testo (qui sotto allegato) ora passa al Senato per il sì definitivo.

Ecco cosa prevede la legge:

Libera rete in libero mercato

Il testo qualifica "il servizio di accesso a internet" allo scopo di evitare offerte commerciali ingannevoli stabilendo i limiti della gestione del traffico praticati dagli operatori le modalità dell'offerta commerciale, nel rispetto "del principio che la scelta di eventuali prestazioni deve essere effettuata liberamente dall'utente".

Viene fissato il diritto degli utenti "di reperire liberamente contenuti, servizi e applicazioni legali, su qualunque piattaforma, senza alcun condizionamento da parte del gestore".

La definizione di servizio

All'articolo 2 della proposta di legge viene sancito che "un servizio fornito da un operatore che consente l'accesso a una porzione o a un sottoinsieme di servizi della rete internet non può essere qualificato nell'offerta commerciale al pubblico, né direttamente né indirettamente" come "servizio di accesso alla rete internet o con denominazioni idonee a far ritenere che il servizio garantisce l'accesso alla rete internet". In altre parole, occorre indicare in modo esplicito che i servizi di accesso non sono alla rete internet, in quanto tale, ma "a un sottoinsieme dei servizi e siti internet" precisando anche le limitazioni.

Limiti e deroghe agli operatori

In relazione ai limiti della gestione del traffico, gli operatori non potranno né ostacolare né rallentare "rispetto alla velocità alla quale sarebbe fornito a un utente nella stessa area avente la medesima capacità di banda e con accesso illimitato alla rete internet, l'accesso ad applicazioni e servizi internet". A tale divieto si applicano comunque delle deroghe, nel caso in cui le misure che ostacolano o rallentano l'accesso siano "necessarie" e comunque per "brevi periodi" (per ragioni ad esempio di: effetti della congestione del traffico nella rete; preservare l'integrità e la sicurezza della rete; attuazione di provvedimenti legislativi applicabili all'utente o al sito; ecc.).

I servizi a valore aggiunto

Agli operatori è comunque consentito vendere "servizi a valore aggiunto di prioritarizzazione di classi di traffico nella rete di accesso per soddisfare una richiesta dell'utente riguardante il proprio segmento di rete di accesso". A patto però che, venga tutelata la qualità dell'accesso di base ("best effort") e che l'utente lo richieda espressamente. Il servizio va sottoscritto "anche online" ma con "separato accordo tariffario e contrattuale rispetto al contratto di abbonamento alla rete internet".

Il diritto degli utenti di reperire online i contenuti

Infine, altamente rivoluzionaria è la parte del testo che riguarda il libero accesso a software, contenuti e servizi. Viene previsto infatti il diritto per gli utenti di reperire online "in formato idoneo alla piattaforma tecnologica desiderata e di utilizzare a condizioni eque e non discriminatorie software, proprietario od open source, contenuti e servizi legali di loro scelta" e di reperire, "indipendentemente dalla piattaforma tecnologica utilizzata, contenuti e servizi dal fornitore di propria scelta alle condizioni, con le modalità e nei termini liberamente definiti da ciascun fornitore". Così come di "disinstallare software e di rimuovere contenuti non di loro interesse dai propri dispositivi".

Ciò significa svincolare i sistemi operativi dalle app e dai servizi venduti nei negozi dei big (Apple, Google e Microsoft, in primis), dando il diritto all'utente di installare e disinstallare a piacimento qualsiasi prodotto sul proprio dispositivo.

Il ddl sulla libertà della rete
(07/07/2016 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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