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Isee 2018: guida pratica alla compilazione

Cos'è e come va compilato oggi l'indicatore della situazione economica equivalente
Scritta ISEE in 3d
di Valeria Zeppilli – Dal 1998 nel nostro ordinamento è in vigore un indicatore della situazione economica dei nuclei familiari necessario per accedere alle prestazioni sociali e sociosanitarie in moneta e in servizi: l'Isee.

Da qualche anno tale modello ha cambiato volto, con l'obiettivo di garantire una valutazione più corretta ed equa della condizione economica dei cittadini e del reddito disponibile e una differenziazione a seconda della prestazione che con esso si vuole richiedere.

Cerchiamo quindi di capire brevemente come funziona oggi l'idee.

Tipi di modello

Come accennato, di modelli Isee oggi ce ne sono più di uno.

Innanzitutto vi è quello ordinario, con il quale è possibile calcolare la maggior parte delle prestazioni sociali messe a disposizione dei cittadini dallo Stato.

Se però la prestazione che si intende richiedere è di particolare natura sociale o sanitaria e rientra in un determinato elenco, occorre utilizzare il modello Isee sociosanitario. Esso, più nel dettaglio, è dedicato alle ipotesi di ricovero in particolari strutture per soggetti che non sono autosufficienti, di bonus per gli acquisti o i servizi a favore dei disabili, di prestazioni di assistenza domiciliare.

Vi è inoltre l'Isee corrente che tiene conto, ove ciò sia necessario, dei redditi degli ultimi 12 mesi ed è funzionale ad offrire una visione della situazione economica effettiva anche qualora la stessa sia stata viziata da eventi avversi come ad esempio la perdita del lavoro.

Se all'interno del nucleo familiare vi è solo un genitore e un figlio minorenne, il modello da utilizzare è l'Isee minorenni.

Per gli studenti che intendano richiedere prestazioni inerenti il diritto allo studio vi è, poi, l'Isee università che prevede diverse tipologie di calcolo dell'indicatore e in cui lo studente rientra nel nucleo familiare anche se non è più convivente per ragioni di studio, a meno che non dimostri la propria indipendenza economica.

Infine, vi è l'Isee integrativo che va utilizzato se ci sono delle variazioni da comunicare rispetto al modello Isee già presentato.

Come calcolare l'Isee 2018

Il calcolo del valore Isee viene fatto sulla base dei dati forniti dai cittadini e ricavati dall'Inps e tenendo conto del rapporto tra la somma dei redditi e la scala di equivalenza.

La somma dei redditi, in particolare, deve tenere conto dei redditi agrari, dei redditi di capitale, dei redditi di lavoro dipendente, dei redditi di lavoro autonomo, dei redditi d'impresa e dei redditi diversi.

La scala di equivalenza, invece, non è altro che uno strumento matematico che permette di comparare i redditi delle famiglie con una diversa struttura.

Documenti utili

Per ottenere il modello Isee 2018 è necessario innanzitutto aver prima compilato la DSU - documentazione sostitutiva unica, nella quale vanno inserite tutte le indicazioni anagrafiche, reddituali e patrimoniali utili a descrivere la condizione economica del nucleo familiare.

All'atto della compilazione è necessario avere a disposizione specifici documenti.

In particolare sono richiesti il codice fiscale dei componenti del nucleo familiare, il documento di riconoscimento del richiedente o del suo tutore o rappresentante legale, l'eventuale contratto di affitto per l'appartamento nella sede dell'università, i redditi relativi ai due anni precedenti la DSU, il patrimonio mobiliare e quello immobiliare relativi al 31 dicembre dell'anno precedente la compilazione della DSU, informazioni sugli autoveicoli e le imbarcazioni da diporto.

Sono eventualmente richiesti, poi, anche documenti più specifici: i portatori di handicap, ad esempio, devono produrre anche la certificazione relativa all'handicap o un documento che attesti eventuale spese per il ricovero in strutture residenziali o per l'assistenza personale.

La veste del modello Isee dal 2016

Il modello Isee ha la veste attuale a partire dal 2016, anno in cui tale modello ha per la prima volta iniziato a includere molti redditi che prima erano esclusi.

Le modifiche, però, non si sono arrestate qui: vediamone altre.

Innanzitutto dal 2016 sono cambiate le denominazioni relative alle caselle di riferimento per i minorenni senza redditi né patrimonio: esse si rinvengono ora nel quadro A, moduli MB.1 e MB.2.

È cambiato poi anche il quadro relativo agli studenti universitari con unico genitore separato: è nella prima casella che oggi si deve infatti precisare che nel nucleo familiare vi è un solo genitore, mentre l'altro è separato o comunque non legalmente convivente.

Si è inoltre chiarito che nel patrimonio mobiliare vanno indicate anche le carte prepagate con Iban e i trasferimenti di denaro tra familiari e che nella sezione rimborsi spese i contributi a tale titolo non vanno riportati solo se le spese sono state rendicontate.

Nel quadro FC8 del Modulo FC3 è poi stata inserita un'apposita casella, da barrare nel caso in cui un componente del nucleo familiare non debba presentare la dichiarazione fiscale o usufruisca della sospensione degli adempimenti tributari a seguito di eventi eccezionali.

Un'ultima novità rilevante riguarda esclusivamente il modello Isee università e consiste nel tener conto, se lo studente ha contratto matrimonio, anche del reddito del coniuge.

Dal 2018 Isee precompilato

Ma l'evoluzione dell'Isee non si è arrestata alle modifiche operative dal 2016: dal 2018 ci sarà un'ulteriore importante novità.

Oggi, infatti, spesso i cittadini si trovano costretti a ricorrere all'aiuto dei Caf per compilare la DSU, trattandosi di un'operazione non agevole per tutti. A tal fine è necessario compilare un mandato e una delega, reperibili sul sito dell'Inps (clicca qui).

Come previsto dal d.lgs. n. 147/2017, invece, dal prossimo anno attingendo alle informazioni disponibili nell'Anagrafe tributaria, nel Catasto e negli archivi Inps, l'Istituto precompilerà la DSU in collaborazione con l'Agenzia delle Entrate e la renderà poi disponibile ai cittadini o telematicamente sul proprio sito web o sul portale dell'Agenzia delle entrate o, con apposita delega, tramite i Caf.

A tale proposito leggi anche "In vigore il reddito di inclusione: fino a 485 euro al mese"

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(30/10/2017 - Valeria Zeppilli)
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