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Il servizio pubblico è scadente? Il cittadino ha diritto al rimborso

Arriva la proposta di legge alla Camera per il rating dei servizi della pubblica amministrazione
Persone con il volto coperto da un punto interrogativo

di Marina Crisafi – Un sistema di rating per i servizi pubblici con il diritto per ogni cittadino di vedersi applicati degli sconti fiscali se le prestazioni si mantengono al di sotto del livello minimo di qualità. Quello che ai più potrebbe sembrare un sogno (o un'utopia) potrebbe diventare presto realtà. È stata infatti presentata alla Camera, dal presidente del gruppo misto Pino Pisicchio, una proposta di legge ad hoc che prevede anche sanzioni per gli uffici che non applicano la detassazione nel caso di disservizi accertati.

In sostanza, il sistema è semplice e riguarda l'ormai notorio meccanismo di valutazione già operante su vari fronti e nei più disparati settori, ma mai esteso alla Pubblica Amministrazione. Nonostante, i servizi pubblici non brillino certo per efficienza, soprattutto, se rapportati alla pressione fiscale arrivata ormai a livelli quasi insostenibili.

La pdl appena presentata si propone di superare tutto questo, facendo sì che ogni servizio, dalla scuola alla sanità, passando per i trasporti possa essere giudicato dai cittadini, ai quali verrebbe riconosciuto una sorta di "risarcimento", sotto forma di riduzioni di imposta o sconti fiscali di fronte a ripetute carenze nell'offerta.

Nell'unico articolo della pdl si legge, infatti, che le prestazioni pubbliche devono essere "adeguate al livello del sostegno economico offerto dall'utente", posto che tutti i cittadini (al netto delle evasioni ovviamente) sono chiamati a pagare le tasse per poter mandare i figli a scuola, curarsi o usare i mezzi pubblici di trasporto.

Quindi, si demanda al governo il compito di individuare, attraverso l'istituzione di un'apposita commissione, i criteri (oggettivi) per definire le modalità di valutazione dei cittadini, i livelli minimi di funzionamento per ogni tipologia di servizio pubblico,, al di sotto dei quali dovrebbero scattare gli sconti e l'entità degli stessi. E per rendere il meccanismo ancora più efficace, si prevedono appunto sanzioni ad hoc per gli enti che non applicano le riduzioni pur essendo stati valutati in modo negativo dai contribuenti.

Certo, per realizzare una proposta del genere, bisognerà fare i conti con la crisi e anche con la spending review. Ma considerati gli ultimi dati della Cgia di Mestre, secondo la quale le PP.AA. di ben 7 regioni italiane sono rientrate nella black list delle trenta peggiori d'Europa, un meccanismo del genere non sarebbe più rinviabile. Staremo a vedere.

(03/04/2016 - Marina Crisafi)
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