L'occhio del fisco ci seguirà ovunque, domani il d-day

Da domani via alla maxi-operazione dell'anagrafe tributaria per contrastare l'evasione fiscale
occhio che spia dal buco della serratura

di Marina Crisafi - Si va dalle cassette di sicurezza agli assegni, passando per i depositi e i trasferimenti di denaro, ma soprattutto per i conti correnti. L'occhio del fisco, come quello di Dio, da domani seguirà ovunque, fedeli e non, con il fine ultimo di combattere l'evasione. Dal 31 marzo, infatti, scatta il d-day della maxioperazione dell'anagrafe dei rapporti finanziari che raccoglierà la lunga serie di dati (relativi al 2015), tra saldi, giacenze medie e movimenti bancari dei cittadini, inviati da banche, operatori finanziari e poste.

A consentire al grande fratello fiscale di entrare nell'"intimità" degli italiani è stata la legge di stabilità 2016 che, però, in realtà ha solo consolidato un meccanismo già collaudato sin dal 2012, estendendolo a tutti i possibili canali idonei a mostrare le giacenze e le movimentazioni di denaro e preziosi.

Una volta in possesso della raccolta, poi, sarà il cervellone del fisco a rilevare automaticamente coloro che si trovano "a rischio" evasione, confrontando quanto dichiarato dal contribuente, il quale, perlomeno prima di essere indagato dovrà essere tempestivamente avvisato e, in caso di contenzioso, l'ultima parola spetterà comunque al giudice tributario (leggi in merito: "Ecco come il fisco spierà tutti i conti correnti").

Come ricorda la Cgia di Mestre, con il nuovo gigantesco archivio fiscale, unito ad un pacchetto di misure che comprende, tra l'altro, l'abolizione del segreto bancario, gli studi di settore, gli interventi di controllo economico del territorio contro la mancata emissione di scontrini (oltre 500mila solo nel 2015), il redditometro, lo spesometro e la fattura elettronica, la nostra amministrazione finanziaria "è nelle condizioni di non poter sollevare alcun alibi".

Adesso, scrive il coordinatore dell'ufficio studi Paolo Zabeo, "ci sono tutte le condizioni affinchè l'evasione – che secondo le stime vale oltre 100 miliardi l'anno – venga contrastata e ricondotta a dimensioni più accettabili, favorendo coloro che non vogliono e non possono evadere le tasse. Ovvero, la stragrande maggioranza dei contribuenti italiani".

(30/03/2016 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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