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Crisi: a farne le spese il "buon padre di famiglia"

I pi colpiti dai debiti sono i separati, chi ha perso il lavoro o afflitto da una malattia. L'identikit tracciato dall'Osservatorio ProdeItalia
uomo triste su una poltrona in mezzo al mare concetto fallimento

di Marina Crisafi - Uomini, con un'et media di 51 anni, che si sono ritrovati strangolati dai debiti per aver affrontato un'improvvisa separazione, la perdita del lavoro o una malattia e che il pi delle volte non chiedono aiuto perch si vergognano di essere giudicati. questo l'identikit dei soggetti pi colpiti dalla crisi economica, tracciato dall'Osservatorio Prodeitalia nell'ambito del progetto lanciato da un team di professionisti di tutta Italia (avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro) che si sono uniti creando l'associazione Csi-Kronos.

Il quadro che emerge dall'analisi desolante e vede, in sostanza, i padri di famiglia pagare il prezzo pi alto della crisi.

Stando ai dati dell'osservatorio, si tratta soprattutto di lavoratori dipendenti, commercianti e artigiani, appartenenti per il 56% alle regioni del Centro-Nord, ma l'elemento pi sconcertante sottolinea Francesca Scoppetta, ideatrice del progetto insieme a Jos Giovambattista Carretta proprio l'et.

A ritrovarsi improvvisati debitori, infatti, non sono dei ragazzini magari incapaci di gestire il denaro o di farne un buon uso, ma gli adulti, responsabili, le "persone per bene", quelle che nel linguaggio giuridico vengono definite "buoni padri di famiglia" che dopo una vita di lavoro e sacrifici si ritrovano a non sapere gestire una situazione del genere.

Quanto emerge dai dati del resto suffragato anche dalle cronache dei suicidi che spesso hanno per protagonisti proprio uomini tra i 50 e i 60 anni che non riescono a fronteggiare la morsa del sovraindebitamento.

Ed proprio questo che il progetto mira ad evitare, fornendo assistenza e informazioni sulle vie d'uscita esistenti.

"Quello che vorremmo si sapesse - affermano infatti Elena Zamuner, coordinatrice nazionale del progetto Prodeitalia e Lario Paccosi, responsabile della regione Toscana, che ci si pu salvare". E la via d'uscita proprio la legge italiana a fornirla. Si tratta della legge n. 3/2012, che regola il sovraindebitamento "e introduce nell'ordinamento giuridico italiano la procedura di esdebitazione".

Ma, concludono, i membri del progetto, solo una piccola percentuale di imprese si affida a questa soluzione, mentre la maggior parte "stenta ancora a dichiarare il reale stato finanziario

dell'azienda, spesso per timore di finire nelle blacklist del Registro

delle imprese o di restare impantanato nelle pastoie burocratiche".

(19/03/2016 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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