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Niente risarcimento a chi investe per evitare un ostacolo se procede ad alta velocità

Specie se l'ostacolo da evitare è un operatore del 118 che segnala adeguatamente la presenza di un'autoambulanza dietro la curva
Conducente di un auto con espressione terrorizzata
di Valeria Zeppilli – Non sempre si ha diritto ad essere risarciti se si trova la corsia di marcia ostruita e, per evitare l'ostacolo, si rimane coinvolti in un sinistro. Specie se la condotta di guida tenuta è imprudente. E specie se l'ostacolo da evitare è un operatore del 118 che segnala la presenza dell'autoambulanza dietro la curva. 

Lo sa bene un automobilista pugliese, che si è visto negare dalla sentenza numero 499/2015 della Corte d'appello di Lecce il risarcimento dei danni subiti a seguito di un sinistro nel quale era rimasto coinvolto per evitare l'addetto. 

Nel caso di specie, l'urto si era verificato su un tratto di strada caratterizzato dalla presenza di una curva e scivoloso a causa della pioggia che cadeva.

L'operatore del 118 stava segnalando la presenza dell'incidente e dell'autolettiga con l'utilizzo di un'apposita bandierina e del segnalatore luminoso.

Se quindi il conducente, per evitare l'uomo, si è spostato di istinto e bruscamente sulla corsia di sorpasso per poi andarsi a scontrare con un altro veicolo, sua e sua soltanto è la responsabilità.

Un testimone, peraltro, ha confermato che la velocità tenuta dall'attore era piuttosto elevata, specie considerando le condizioni del manto stradale.

Se, invece, egli avesse tenuto una condotta di guida adeguata e prudente, nessun sinistro si sarebbe verificato. Soprattutto in considerazione del fatto che l'addetto del 118 aveva utilizzato tutti gli accorgimenti utili per essere notato e stava svolgendo correttamente il suo compito di invitare gli automobilisti alla prudenza, proprio per evitare ulteriori incidenti.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(28/01/2016 - Valeria Zeppilli)
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