Con l'arrivo del nuovo anno scattano sia il gradino previsto dalla riforma Fornero che l'aumento di 4 mesi connesso all'adeguamento alle aspettative di vita
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di Valeria Zeppilli - Dal 2016 l'accesso alla pensione per i cittadini sarà ancora più lontano.

A farne le spese sono principalmente le donne, per le quali l'età per andare in pensione, nel settore privato, passerà bruscamente da 63 anni e 9 mesi a 65 anni e 7 mesi.

Nel settore pubblico, invece, si dovranno attendere i 66 anni e 7 mesi.

Per le lavoratrici, infatti, scattano sia il gradino previsto dalla riforma varata dall'ex ministro Fornero che l'aumento di 4 mesi connesso all'adeguamento alle aspettative di vita (che riguarda tutti i prestatori di lavoro, indipendentemente dal sesso).

In ogni caso, sulla base delle previsioni della recente legge di stabilità, le donne che entro la fine del 2015 avranno compiuto 57 anni e 3 mesi di età se dipendenti o 58 anni se autonome e avranno maturato 35 anni di contributi, potranno uscire dal lavoro già dal 2016, allo scadere del periodo, di un anno o un anno e mezzo a seconda dei due casi, previsto dalla finestra mobile.

Fuori da questa ipotesi, la possibilità per le donne di andare in pensione prima del raggiungimento dell'età di vecchiaia sarà limitata al raggiungimento di 41 anni e 10 mesi di contribuzione.

Forza e coraggio quindi: la strada per il meritato riposto è ancora lunga!

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Valeria Zeppilli
Avv. Valeria Zeppilli (profilo e articoli)
Consulenza Legale
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
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