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Privacy: no alle newsletter personalizzate, se non c'Ŕ stato il consenso alla profilazione dei dati

Il Garante ha vietato ad una societÓ l'uso dei dati relativi ai gusti e alle abitudini di oltre 300mila persone
parole newsletter scritta su simbolo mail

di Marina Crisafi - Basta con le newsletter personalizzate, basate sulla profilazione dei gusti e delle abitudini dei clienti, se questi non hanno prestato il loro consenso. A comunicare il proprio no Ŕ il Garante della Privacy, rendendo noto, nella newsletter n. 409 del 10 dicembre 2015, il provvedimento con il quale ha vietato ad una importante societÓ specializzata nella vendita online di biglietti per spettacoli, manifestazioni e concerti, il trattamento illecito dei dati di oltre 300mila persone.

La societÓ di e-commerce in questione aveva profilato gusti e abitudini dei propri clienti, raccogliendo i dati personali mediante tre siti (di cui uno operativo in pi¨ lingue straniere e destinato anche a paesi extra-Ue) al fine di inviare newsletter personalizzate. Peccato per˛ che agli stessi non era stato richiesto apposito consenso, essendo stato predisposto invece un consenso standard, preselezionato e unico per svariate finalitÓ (ivi comprese quelle di marketing e comunicazione dei dati a scopi commerciali ad altre societÓ).

Attraverso un software, inoltre, l'azienda estrapolava i dati necessari alla creazione delle newsletter personalizzate, elaborando i dati risultanti dagli ordini e dai prodotti inseriti nel carrello anche se poi non acquistati.

Per il Garante, tale procedura, anche se gli utenti potevano deselezionare il consenso, Ŕ contraria alla normativa.

Per cui, alla societÓ Ŕ stato inflitto il divieto di utilizzare i dati acquisiti e di adottare entro 60 giorni le misure necessarie per mettersi in regola: ovvero di integrare l'informativa ai propri clienti, indicando anche le aziende (o le categorie economiche o merceologiche) alle quali saranno comunicati i dati per finalitÓ promozionali (le quali, a loro volta, non potranno utilizzare i dati senza consenso) e prevedere tempi di conservazione delle informazioni, scaduti i quali provvedere alla cancellazione immediata o all'anonimizzazione.

(09/12/2015 - Marina Crisafi)
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