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Bruciati 1,2 miliardi di euro per salvare quattro banche. A spese dei piccoli azionisti

La denuncia in una nota Adusbef e Federconsumatori sugli effetti del decreto salva banche
Uomo che mostra le tasche vuote
Adusbef e Federconsumatori hanno reso noto che per il salvataggio di quattro banche (Banca delle Marche, Banca Etruria , Cassa di Risparmio di Chieti e Cassa di Risparmio di Ferrara) sono stati bruciati ben 1,2 miliardi di euro. Secondo le due note associazioni dei consumatori è questa la cifra che potrebbero aver perso con il decreto salva banche circa 133mila piccoli azionisti e 20.000 sottoscrittori di obbligazioni.

Tutti coloro che hanno sottoscritto bond subordinati delle quattro banche hanno perso complessivamente una cifra che si aggira intorno agli 800 milioni di euro mentre gli azionisti si sono trovati all'improvviso con i loro titoli che non valgono più nulla.

Le due associazioni stanno ora raccogliendo le deleghe per dare inizio ad azioni di risarcimento del danno nei confronti di chi è responsabile dei dissesti bancari e contro la Banca d'Italia.

Come si legge in un comunicato stampa di Federconsumatori, il Governo ha rivendicato che "il salvataggio è stato effettuato senza ricorrere a soldi pubblici o obbligazioni e depositi, come avverrà, invece, a partire dal 1° gennaio prossimo con il pieno dispiegamento della direttiva Ue sul 'bail-in'. A fare le spese di tale operazione - continua Federconsumatori - sono anche i piccoli azionisti, che si sono ritrovati da un giorno all'altro in possesso di azioni dal valore pari a carta straccia".

(26/11/2015 - A.V.)
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