MEDIAevo (16) - La sedicesima puntata della nostra rubrica prende spunto dal Corriere della Sera, edizione on line delle h.9:50 del 20 novembre 2012: estrapolo un passo assai significativo del caro Prof. Michele Ainis, apprezzato giurista che val sempre l'occasione di leggere, stante anche l'autorevolezza dello studioso, peraltro molto ascoltato dal Quirinale. " ...Poi c'è l'ingorgo istituzionale, che deriva dalla doppia scadenza delle Camere (il 29 aprile) e dello stesso presidente (il 15 maggio). Anticipando la prima data al 10 marzo si può districare la matassa, ma si può anche aggrovigliarla. Tutto dipende dalla volontà di Napolitano di conferire il nuovo incarico di governo
dopo il voto; e lui ha già detto che non lo farà, per non vincolare il proprio successore. Sicché bisognerebbe stirare al massimo i termini costituzionali: 20 giorni per insediare il Parlamento (e arriviamo al 1° aprile), 15 giorni per eleggere i presidenti delle Camere e gli altri organismi di Montecitorio e Palazzo Madama (e siamo alla metà d'aprile), poi la riunione del Parlamento in seduta comune, con all'ordine del giorno l'elezione del capo dello Stato (e l'esperienza insegna che questa faccenda può andare per le lunghe). Nel frattempo però il Paese rimarrebbe in stallo per oltre due mesi, senza un governo che rispecchi il responso delle urne, e con un vecchio governo
(quello guidato da Monti) disarmato, perché i suoi poteri sarebbero circoscritti all'ordinaria amministrazione. Ce lo possiamo permettere, in questi frangenti straordinari? Probabilmente no, ed è possibile pertanto che il capo dello Stato decida d'anticipare di qualche settimana la sua uscita di scena, come fece già Cossiga nel 1992, in circostanze analoghe alle attuali. Insomma, la fine anticipata della legislatura può tirarsi dietro l'elezione anticipata del nuovo presidente. Ma in ogni caso il problema dell'Italia non è mettere indietro l'orologio, è farlo andare avanti. Di tempo ne abbiamo già sprecato abbastanza". Autore Michele AINIS, fonte Corriere.it del 20.11.2012. Messinese, il Prof. Ainis è allievo del grande costituzionalista Temistocle Martines, artefice del prezioso manuale (lo aveva adottato all'Università di Macerata il Prof. Franco Bartolomei) su cui, nel 1982, ho appreso i rudimenti della materia fondante; se n'è andato dopo una lunga malattia il 2 giugno 1996, giorno in cui la Repubblica compiva cinquant'anni. Avversava il concetto di Costituzione
materiale: evocata a sproposito per giustificare la prevalenza della forza sulle regole. Costantino Mortati ci scrisse un libro sù per sostenere che la prassi viva prevale sulla tavola scritta. Errore clamoroso se ciò serve a distorcere le espressioni della Carta fondamentale, piegandole alle esigenze del momento contingente. Michele Ainis è professore ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico presso l'ateneo di Roma 3. Ha una caratteristica unica: se gli sottoponi un quesito, ti risponde.
Altri articoli di Paolo Storani | Law In Action | Diritti e Parole | MEDIAevo | Posta e risposta


Scrivi all'Avv. Paolo Storani
(Per la rubrica "Posta e Risposta")
» Lascia un commento in questa pagina
Civilista e penalista, dedito in particolare
alla materia della responsabilità civile
Rubrica Diritti e Parole di Paolo Storani   Diritti e Parole
   Paolo Storani
Altri articoli che potrebbero interessarti:
In evidenza oggi: