Cassazione: giro di vite contro chi offende l'etica sessuale delle donne
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Cassazione: giro di vite contro chi offende l'etica sessuale delle donne

Linea dura della Cassazione contro chi mette in discussione l'etica sessuale delle donne. L'avvertimento arriva dalla quinta sezione penale che ha confermato la condanna per ingiuria nei confronti di un cinquantenne che aveva scritto dei messaggi alla figlia contenenti espressioni spregiativi in tema di etica sessuale della madre, sua ex moglie. Poco importa se il messaggio irriverente verso la ex era veicolato per interposta persona. Il responsabile deve comunque pagare. Inutile il tentativo della difesa di alleggerire la sua posizione sostenendo di non aver mai incaricato la figlia di riferire il contenuto del suo messaggio alla madre. I giudici della Corte con sentenza 23202/2011 hanno respinto il ricorso ed annotano che è stato dimostrato "l'invio di sms al telefono cellulare della figlia contenenti espressioni spregiative al femminile in tema di etica sessuale" e che tanto basta per una condanna penale.

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Gli 'ermellini' rilevano ancora che "di tali fatti il giudice ha tratto la razionale conclusione che il mittente fosse consapevole che necessariamente e inevitabilmente le espressioni sarebbero state portate a conoscenza della moglie separata, per il tramite dell'innocente messaggera". Questa "logica conclusione", osservano ancora i supremi giudici, "trova diretta conferma nel messaggio in cui si contrappone, nello scenario familiare, la figura del padre amoroso e premuroso a una figura, apparentemente anonima, ma inequivocabilmente allusiva, di una 'vacca'". Per avere ferito l'"etica sessuale" della ex consorte, Ezio, oltre alla multa, paghera' anche le spese processuali.


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