Il dovere costituzionale di solidarietà

Il dovere costituzionale di solidarietà

L’articolo propone considerazioni sul principio costituzionale della solidarietà, sempre più attuale ma non sempre attuato

L’articolo 2 della Costituzione, nella seconda parte, recita: “La Repubblica [….] richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.

Una delle espressioni più innovative e importanti di tutta la Costituzione è “solidarietà” nell’art. 2. Anagrammando la parola “solidarietà” si ricava “dare ai soli”, “altro” (come riconoscimento dell’altro), “ali” (per o verso l’altro), “arte” (come arte del vivere civile), qualità che bisogna manifestare non solo nelle difficoltà come l’emergenza sanitaria o catastrofi.

Nella Costituzione italiana vi sono i prodromi della “cultura del dono” (che è diverso dal “regalo”), a cominciare dalla solidarietà, dalle cui lettere si formulano i verbi “dare” o “darsi”, che è proprio il senso del dono. Quel senso realizzato nelle donazioni di organi e nei lasciti solidali, espressioni della solidarietà più generosa e gratuita.

Il magistrato Giovanni Falcone sosteneva: “Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando c’è da rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare”. Anziché lamentarsi, bisogna agire e reagire. La solidarietà di cui all’art. 2 della Costituzione comporta anche operosità, legalità e responsabilità, in altre parole cittadinanza e non sudditanza ad uno stato di cose.

“La nostra società era stata inventata con regole e normative quasi adatte per tutti. Nel frattempo la stessa società si è autodistrutta, attratta per un verso da un benessere artificiale, per un altro verso dal fantasticare su percorsi di vita dentro i quali le parole fatica, dolore, disgrazie non godevano di una posizione prevedibile. L’egoismo, poi, solo in parte giustificato, ha lasciato la gente sola e malamente «assistita»” (don Antonio Mazzi, formatore). La nostra Costituzione è andata oltre la socialità introducendo la prosocialità (comportamento a favore degli altri) nell’art. 2, in particolare con la previsione specifica dell’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Non è vero che non si fa niente o non si può fare niente nella vita degli altri; con la propria vita si incide sempre nella vita degli altri, con l’esserci o col non esserci, nel bene e nel male. Per esempio si interferisce o si cambia il corso della vita degli altri anche con le proprie scelte sentimentali o relazionali, perché si fa in modo che un bambino abbia una madre anziché un’altra (lo stesso vale per il futuro padre) oppure si va a intessere o sfibrare una rete relazionale per quanto concerne certi rapporti, come tra suocera e nuora o tra cognati/e. Le proprie scelte sono determinanti per eventuali costi sociali ed economici correlati a conflittualità e patologie. Si è tutti responsabili dei cosiddetti “beni relazionali”.

Ogni giorno si consuma una tragedia umana individuale o collettiva nell’indifferenza generale. E, poi, quando succede qualche tragedia familiare seguono quelle sciocche interviste ai condomini o vicini di casa che rispondono che le persone coinvolte erano tanto brave oppure che si sentiva gridare ma non si sarebbe mai pensato un simile epilogo. Un conto è farsi gli affari altrui, altro è darsi da fare per i fatti altrui. Solidarietà è riconoscere di far parte dello stesso meccanismo e fare in modo che quel meccanismo funzioni meglio.

Da Alfedrino a Vermicino (RM) nel 1981 a Ryan nel Marocco nel 2022, bambini caduti in pozzi costruiti da adulti e lasciati incustoditi dagli stessi irresponsabili. Tragedie seguite da milioni di occhi attraverso i mezzi di comunicazione e che hanno suscitato innumerevoli gesti di solidarietà. Peccato non ci siano occhi per tutti quei bambini caduti in “pozzi di sofferenza” a causa di situazioni familiari, negligenza, superficialità dei genitori stessi o di altri che li dovrebbero proteggere.

Dinanzi a eventi schiaccianti e all’impotenza che ne consegue l’unica forma di solidarietà e di ascolto attivo è il silenzio come quello che cala nelle famiglie dilaniate da qualsiasi dolore. 

Dal 2014 in Danimarca un’imprenditrice ha creato una prassi basata sulla condivisione: i vestiti per i bimbi (destinati a essere usati poco per la crescita dei bambini) non si comprano più ma si affittano, così che ogni indumento possa essere indossato tante volte. Questo modello sarebbe davvero bello e costruttivo seguirlo anche in Italia perché altamente educativo (educa anche all’empatia, “il mettersi nei panni degli altri”) e rispettoso dei valori costituzionali.

Adulti e giovani, adulti con giovani, presente e futuro, il presente verso il futuro: a ciascuno la propria responsabilità. La solidarietà intergenerazionale è uno dei doveri inderogabili di solidarietà di cui all’art. 2 della Costituzione.

“Se ci pensiamo bene, l’etimo di fisco significa «cesto», «tesoro dello Stato». Rimanda all’idea di comunità, di democrazia autentica, al patto per cui ogni cittadino mette a disposizione della società una parte dei suoi redditi affinché vengano destinati a iniziative per il bene comune. Perché ci siano scuole non fatiscenti, perché esistano servizi pubblici efficienti, un’assistenza sanitaria adeguata, sicurezza nelle città, infrastrutture moderne, una mobilità sostenibile. È il motivo per cui Tommaso Padoa-Schioppa, nel 2007, arrivò a dire che le tasse sono una «cosa bellissima». Ne nacque una furiosa polemica, in quanto nel nostro Paese, oltre alla pericolosa tendenza all’evasione e all’economia sommersa, esiste comunque un problema di equità del fisco, che deve essere posta al centro delle riforme” (AA.VV., “Il potenziale del lavoro domestico”, 2023). È vero che il fisco ha dei fondamenti costituzionali (in primis l’art. 53 Cost.) ma è anche vero che sono prioritarie le misure economiche e altre provvidenze a sostegno della famiglia (art. 31 comma 1 Cost.) e il principio di solidarietà di cui il legislatore deve tener conto in questi tempi sempre più difficili.

Anche la ricerca e le terapie riguardanti le malattie rare sono un appello alla solidarietà che è l’unico antidoto contro ogni forma di solitudine.

“La menomazione e la disabilità, che derivano dal fallimento della società nell’accoglierle, ci ricordano continuamente questa interdipendenza. Fatto sta che le persone disabili hanno bisogno di aiuto, spesso per le esigenze più fondamentali. D’altra parte, anch’esse possono offrire aiuto, a volte con la loro stessa presenza, altre volte in modi più evidenti, e perfino straordinari. Ciò non significa che ogni disabilità venga compensata dall’abilità, ma piuttosto che i fenomeni di menomazione e di disabilità rendono evidente la necessità di un aiuto reciproco” (il teologo australiano Justin Glyn, “disabile”). La disabilità è una delle situazioni che più richiedono “l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.

“Inconsapevoli promotori d’inclusività: lo sono tutte quelle persone che, nella vita di tutti i giorni, a contatto con la disabilità, hanno scelto di essere se stesse” (il giornalista Claudio Imprudente, “disabile”). Essere se stessi affinché chiunque possa esplicare il meglio di sé: una forma elevata di solidarietà.

Lo psicologo Simone Olianti chiosa: “Siamo chiamati a ripensare il nostro modo di stare al mondo, il nostro modo di vivere le relazioni affettive e sociali, i modelli economici e politici: un nuovo progetto educativo, una rivoluzione incruenta e pacifica che ci permetta di superare questa crisi antropologica e culturale e di rimettere al centro la dignità della persona umana”. Anziché deresponsabilizzarsi e giustificare ogni cosa scaricando tutto su una fantomatica società e sui “tempi cambiati”, ognuno deve e può recuperare e realizzare i valori costituzionali, sempre validi e attuali, tra cui la solidarietà e concorrere al progresso materiale o spirituale della società (art. 4 Cost.).



Condividi su:
Twitter
Facebook
Linkedin

Articoli correlati

In evidenza oggi