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POSTA e RISPOSTA: entità delle multe. Alcuni interventi (30^ puntata)

sentenza toga
1. Interviene S. TURRINI: "l'Avv. Paolo M. Storani dice bene quando afferma che 'la sanzione commisurata al reddito andrebbe praticata se il sistema fiscale lo permettesse senza creare ulteriori ingiustizie'. Però chiedo: non si potrebbe commisurare la multa a un dato diverso dal reddito denunciato al fisco, che sia correlato con il reddito reale e sia semplice e oggettivo da rilevare? Faccio un esempio: la multa potrebbe essere calcolata in proporzione alla tassa sulla circolazione pagata dal mezzo oggetto della sanzione. Così, a parità di infrazione, chi può mantenersi un SUV pagherà di più di chi viaggia in Panda e inoltre i dati per il calcolo della multa sarebbero disponibili immediatamente. Troppo semplice?" - Ottima idea. Continui a scriverci!
2. L'Avv. ANNA MARIA BRUNI interviene energicamente sulla questione, sollevata nelle precedenti puntate, della ipotizzata proporzionalità delle sanzioni stradali al reddito dei contravventori: "...Ma siamo impazziti? Se il cassintegrato guida contromano, forse crea meno pericolo dell' imprenditore che commetta la stessa follia??? La portata economica delle sanzioni deve corrispondere al danno e/o al pericolo che l'infrazione della regola crea... non alle tasche di chi la commette: finiamola di considerare l'abbienza una colpa!!! Avv. Anna Maria BRUNI" - Cara affezionata Collega, di certo essere abbienti (etimo di origine romanza dalla forma verbale presente 'abbo') non è una colpa. Il nucleo del problema per me riposa sull'impatto della sanzione che grava sul destinatario. Feci l'esempio di Marchionne che mi pare calzante. A mio sommesso avviso dobbiamo prospettarci il problema dell'effetto DETERRENTE, altrimenti svanisce l'efficacia delle sanzioni cui Tu stessa dimostri di tenere molto ed anch'io. Ragionando terra terra e proseguendo nell'esempio puramente teorico, l'Amministratore Delegato del Gruppo Fiat guadagna quel che ho riportato nella news del 10 gen '11: all'incirca l'equivalente degli stipendi annui di seimilaquattrocento suoi dipendenti (il doppio se restasse in Fiat sino al 2014); la multa, di qualunque entità, anche quella più elevata, gli fa un baffo; se gli sospendono la patente, ha uno stuolo di autisti pronti a scarrozzarlo; che gli importa, in definitiva, di rispettare i limiti di velocità? Penso che questo sia il punto su cui focalizzare la discussione. Ti ringrazio molto in ogni caso per aver contribuito ad alimentare il dibattito ed attendo di leggerTi ancora sempre su questi schermi, ovviamente anche in smentita a quanto sostengo. In onore alla Tua grinta per la prima volta ho modificato la foto della rubrica; per una mia curiosità, volevo chiederTi anche come preferisci che la gente Ti chiami: Ti piace avvocatessa? Passabile per me. Non è abominevole avvocata? Non pensi sia preferibile avvocato e basta? Se Tu fossi un chirurgo, vorresti passare per una chirurga? Mai! Con pilota è l'optimum! Fammi sapere ed a presto!
3. YVAN KARYCO invoca serietà nei controlli: "Sarebbe anche giusto pagarle per reddito: per gli evasori, un motivo ancor di più per fare dei controlli seri per chi evade". Grazie mille anche ad Yvan per il suo apporto. Form sempre a Vostra disposizione.
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(20/01/2011 - Avv. Paolo M. Storani)
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Avv. Paolo M. Storani
Civilista e penalista, dedito in particolare
alla materia della responsabilità civile
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   Paolo Storani
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